PROPOSTE PERICOLOSE - UN NAZISMO CHE RISORGE?
Quelle che seguono sono due reazioni all'editoriale e al lungo articolo sull'afropessimismo, pubblicati sul numero di novembre. La seconda è stata inviata a MO e al Cum (Centro unitario per la cooperazione missionaria fra le chiese).
PROPOSTE PERICOLOSE
Condivido in pieno la posizione presa da Missione Oggi sull'ipotesi neocolonialista (v. 9/2000). Sono convinto che questa proposta sia assai pericolosa perché rappresenta un varco aperto per coloro che vogliono così perpetuare la definitiva oppressione e subordinazione dell'Africa. Ora questa sembra loro "meravigliosamente" possibile dopo che tutto (sovranità nazionale, progresso, speranze nel futuro, vita degna e salute per tutti) è andato a catafascio; ed ora che tutto è sepolto sotto la cappa del debito criminale, del proliferare delle malattie, del degrado.
Penso che non ci resti altro che "resistere". Non sono - né sono mai stato - né marxista, né tanto meno stalinista (per restare ai termini utilizzati da Rodolfo Casadei nella sua richiesta di smentita, v. MO 10/2000, ndr). Se sono "erede" di qualcosa, lo sono della profonda delusione per quanto attiene al mio passato e presente senso religioso della vita (vedi l'involuzione precipitosa della chiesa di questi ultimi anni e l'ultimo documento Dominus Jesus). Mi hanno dolorosamente sorpreso il settarismo, la chiusura, la mancanza di entusiasmo della chiesa.
PIETRO BULGARI, Orzinuovi (Bs).
UN NAZISMO CHE RISORGE?
Le citazioni che Missione Oggi mette in evidenza nelle prime pagine (del numero di novembre, ndr) e nei riquadri dal titolo "Afropessimismo" mi sembrano talmente gravi da richiedere qualche intervento autorevole. E voi del Cum siete espressione della Cei.
Non è per mettermi in cattedra che vi scrivo. Ma se è vero che si procede insieme, sento il bisogno - di fronte alla gravità della cosa - di dare il mio contributo. Gli interventi che fortunatamente denuncia Missione Oggi, non fanno pensare che siamo di fronte ad un nazismo che risorge? Non sono più pericolosi dei giovani "picchiatori" tedeschi, questi cattivi maestri che sotto la maschera di "un bene da compiere" aprono la via alle idee più mostruose? Semplificando, mi sembra che dicano: "Siamo la razza 'eletta' ed è compito nostro ricolonizzare l'Africa per salvarla dalla sue barbarie".
Ho 74 anni e l'esperienza della storia vissuta con partecipazione, m'insegna che è importante aiutarsi a scoprire le radici più profonde, che preparano mostruose tragedie. Il mondo cattolico manca troppe volte di questa attenzione. Che reazione ha avuto agli albori del fascismo in Italia o del nazismo in Germania? Eppure, le radici potevano far capire che frutti avrebbe germinato. Forse il mondo cattolico reagisce di fronte alle radici, ormai presenti da oltre un ventennio, di una "filosofia economicista" che porterà alla fine della vita sul pianeta se non ci sarà un'inversione di tendenza?
Può certamente sembrare che io esageri. Ma inviterei a non sottovalutare il pericolo denunciato da Missione Oggi. E allora riflettiamo. Noi missionari del Nord oggi siamo visti non come evangelizzatori che sono anche occidentali (e sarebbe normale), ma come occidentali che sono anche evangelizzatori. Siamo visti soprattutto come occidentali per il nostro modo di proporci; e diventiamo inevitabilmente bersaglio dell'odio emergente degli africani verso l'Occidente. Secondo quei cattivi maestri, finiremmo col diventare il "braccio religioso" della ricolonizzazione "salvatrice"?
Negli articoli incriminati si accenna a pretese conferme di missionari alle loro posizioni. Può il Cum non reagire a queste insinuazioni?
Mi fermo qui. Vedete voi che cosa si può fare coinvolgendo il maggior numero di missionari: sul campo e nelle retrovie; io resto a disposizione.
ALDO FARINA, N'Diamena (Ciad).






