Skip to main content
Condividi su

Carissimo p. Mario, sempre, quando leggo articoli come questo (vedi sotto), penso alla nostra MO... e vorrei fosse la nostra voce per gridare più forte la sofferenza di questi nostri fratelli. Se fossero musulmani perseguitati (o... ebrei!), il mondo intero si solleverebbe a loro difesa (giustamente!), ma... sono solo dei poveri cristiani... Con tutta la mia sempre viva amicizia e stima.

FRANCO SOTTOCORNOLA

Shinmeizan (Giappone), 3 novembre 2014.


New York, 28 ottobre 2014 (Zenit.org):

– Dal 2009, quando è iniziato il regime di terrore dei Boko Haram in Nigeria, la diocesi di Maiduguri è stata la più colpita dagli attacchi del gruppo islamico estremista. La diocesi si estende su gran parte del territorio tra gli Stati di Borno, Yobe e Adamawa, al centro delle attività dei Boko Haram. Negli ultimi cinque anni, molte chiese, canoniche, scuole, ospedali, negozi, semplici case della comunità cattolica locale […] sono state danneggiate o distrutte. Più di 80mila cattolici sono fuggiti dai loro villaggi.

Finora […] le forze armate nigeriane non sono state in grado di proteggere la popolazione civile. Di fronte alla superiorità tecnica e resistenza dei Boko Haram, i soldati sono fuggiti, esortando i civili a fare altrettanto. Un recente accordo di cessate il fuoco tra governo e Boko Haram si è dimostrato molto labile […]. La conquista quasi incontrastata da parte dei Boko Haram di molte città e villaggi nel nordest, ha provocato migliaia di sfollati interni […]. Un certo numero di sfollati sono stati accolti da amici e parenti a Maiduguri, Mubi e Yola.

Migliaia sono riusciti a fuggire in Camerun, dove, però, devono affrontare condizioni molto difficili a causa della mancanza di cibo, riparo e medicine. Gli sfollati interni […] hanno urgente bisogno di acqua, cibo, vestiti, riparo e cure mediche, ha detto il vescovo Oliver Doeme di Maiduguri all’associazione caritativa cattolica Aiuto alla Chiesa che soffre in un’intervista concessa il 25 ottobre scorso. “Data la situazione politica del paese, i fondi destinati alle vittime del terrorismo raggiungono molto raramente le persone realmente interessate.

La Chiesa ha fatto grandi sforzi per offrire tutto l’aiuto possibile. La diocesi di Maiduguri ha offerto soccorso a oltre 1.500 sfollati […]”, ha detto il vescovo. […] Tuttavia, il prelato ha chiarito che la capacità di accoglienza della Chiesa cattolica locale è al collasso: “Abbiamo un disperato bisogno di assistenza esterna per aiutare ad alleviare la difficile situazione dei rifugiati, in particolare dei bambini in età scolare che, vulnerabili alle malattie, si trovano ad affrontare un futuro incerto”.

Il vescovo ha detto che “la gente muore ogni giorno e, in molti casi, senza una sepoltura decente [...] con case e proprietà saccheggiate”. Il vescovo ha aggiunto che “[…] la vita è così a buon mercato, che può essere sprecata da un momento all’altro”. Il vescovo ha sottolineato che sono stati colpiti dall’implacabile campagna di terrore dei Boko Haram sia musulmani che cristiani. Ha inoltre affermato che c’è “anche un sottofondo religioso in tutto questo terrore […]. Potremmo stare in silenzio, non parlare di questa spinta ad islamizzare il nordest e tutta la Nigeria […]. Ma ciò a cui stiamo assistendo in Adamawa è una chiara conferma che questo è l’obiettivo perseguito”.

Ha continuato: “Molti giovani catturati in Limankara sono stati costretti ad arruolarsi tra i Boko Haram e stanno attualmente ricevendo formazione militare. Le donne che non sono riuscite a fuggire, sono state costrette a convertirsi all’islam e date in spose ai terroristi; alcuni anziani impossibilitati a fuggire sono stati uccisi, lasciati morire di fame e di inedia. Questo è il destino di ogni città o villaggio caduto nelle loro mani.

Uccisioni, distruzioni, saccheggi, matrimoni forzati, reclutamento forzato, conversioni forzate, installazione delle loro bandiere e dichiarazione di sharia o califfato”.

Il vescovo è seriamente preoccupato per il futuro, in quanto non è affatto chiaro quando “Boko Haram se ne andrà da queste aree in modo che la nostra gente possa tornare a casa. Preghiamo perché ciò avvenga al più presto. Ma non si sa quando accadrà”.


P. Franco Sottocornola, missionario sAveriano in Giappone, segue da vicino la nostra rivista, inviandoci spesso il suo punto di vista, oltre che significativi contributi per il mensile. Questa volta ci invita a gridare più forte la sofferenza dei cristiani perseguitati.

Più che a “gridare” la nostra rivista si è impegnata a raccontare e documentare la persecuzione di uomini e donne, siano essi cristiani, musulmani o ebrei, senza facili generalizzazioni e comparazioni. La rivista non ha mai partecipato, questo è vero – ma non credo sia un titolo di disonore – a campagne di protesta e mobilitazione contro la persecuzione dei cristiani, anche per non dare l’impressione di lamentarsi per il martirio. Se sul piano civile, affermava papa Francesco nell’Angelus di Santo Stefano protomartire l’anno scorso, “l’ingiustizia va denunciata ed eliminata”, per i cristiani il fatto della persecuzione “non fa meraviglia, perché Gesù lo ha preannunciato come occasione propizia per rendere testimonianza”.

È questa testimonianza che noi raccontiamo volentieri, senza omettere la denuncia dell’ingiustizia, come abbiamo fatto nel caso delle tre missionarie saveriane uccise in Burundi.



Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.

Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito