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Perché non essere tutti di tutta la Chiesa?

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  • Albania, settembre 2010

Anna Cavani, 24 anni, impegnata nel dialogo islamo-cristiano con il Gruppo “Camminare insieme” di Fiorano/Sassuolo (Modena), ci ha inviato dall’Albania questa lettera sull’essere Chiesa oggi (pubblicata anche sul settimanale diocesano “Nuovo Tempo” di Modena: 3 ottobre 2010). Ci pare interessante anche per i lettori di MO, al cui convegno 2009, “Esperienze di dialogo interreligioso” (9 maggio), Anna aveva partecipato come relatrice.

Penso che tutti sappiate cosa sono i vasi comunicanti! Io me li ero scordati, anche perché a scuola in scienze, biologia, matematica, fisica non ero attentissima, non mi piacevano queste materie. Ho riscoperto la bellezza dei vasi comunicanti in Albania. E penso che sappiate anche perché una persona decida di andare all’Avis. Per donare il sangue. Bene. Anch’io avrei risposto così. Non ho mai donato il sangue e non ho mai accompagnato nessuno all’Avis. So solo che dopo aver donato il sangue la colazione è indimenticabile! Ho riscoperto la necessità e l’importanza dell’Avis in Albania.

Penso che la diocesi, per esempio la mia, possa assomigliare molto ai vasi comunicanti.

Penso che questo valga anche per la Diocesi di Sapa, quella che ci ospita per la missione qui a Gomsiqe. Penso che possa valere per le nostre diocesi. Dico questo mentre penso alla mia zona, alla mia diocesi, alla mia parrocchia, alla mia città... a parrocchie in cui c’è un coro fantastico e a parrocchie vicine in cui non si può cantare perché i canti non si sanno. Penso a parrocchie in cui ci sono tanti catechisti ed educatori e posti in cui si fa fatica ad organizzare il catechismo. Penso a parrocchie in cui ci sono tanti diaconi e ministri dell’eucarestia e in altre non ci sono. Insomma penso che un po’ tutti possiamo rispecchiarci in queste situazioni.

Allora perché non diventare vasi comunicanti? Perché, se è vero che la Chiesa è una, perché non essere tutti di tutta la chiesa?

Allora andiamo in una parrocchia vicina per un po’ di tempo, per accompagnare, insegnare un po’, imparare un po’. Allora andiamo in una diocesi vicina per imparare un po’ e a prestare servizio un po’. Allora andiamo un po’ in missione... E poi penso all’Avis.

Carissimo vescovo Antonio (di Modena: ndr) e carissimi preti che state leggendo, carissimi diaconi della mia diocesi e tutti quelli che stanno leggendo queste mie righe un po’ sgangherate, scusatemi ma ho un pensiero che mi frulla da un po’ di tempo in testa: se è vero che ad una persona fa bene togliersi un po’ di sangue, non per morire, non per stare male, ma per rifare altro sangue, per ricostituire nuove parti, per rinforzare alcune parti del corpo, perché al fisico fa bene... allora, se è vero tutto questo, alla nostra diocesi e alle nostre parrocchie (anche alla mia) farà bene dare qualcuno, dare qualcuno, non solo qualcosa.

Così il corpo-la Chiesa si irrobustisce, si riforma, si ricrea. Scusatemi tanto!


Salvaguardia dell’Amazzonia e sviluppo sostenibile della regione

CARMEN D. PARANHOS SAMPAIO, Consigliere speciale del Ministro dell’Ambiente

  • Brasilia, 23 agosto 2010

Carmen Dolores Paranhos Sampaio, consigliere speciale del Ministro dell’Ambiente del Brasile, risponde alla Lettera che i Missionari Saveriani di Brescia hanno inviato al Presidente Luiz Inácio Lula da Silva, in occasione della Mostra sull’Amazzonia (6 novembre 2010-31 gennaio 2011), durante la quale sono state raccolte migliaia di firme contro la deforestazione e la devastazione di quella regione del Brasile.

Gentili Signori, a proposito della petizione del 31 gennaio 2010, destinata anzi tutto all’Eccellentissimo Signor Presidente della Repubblica, Luiz Inácio Lula da Silva, mi congratulo con i Missionari Saveriani di Brescia per l’VIII Mostra dal titolo “Amazzonia, tramonto e alba della vita lungo il grande fiume” e ringrazio per la preoccupazione dimostrata per il destino dell’Amazzonia. Rispetto alle vostre preoccupazioni, ci tengo ad informare che il Brasile, negli ultimi anni, si è impegnato a combattere la deforestazione dell’Amazzonia e ad offrire alle popolazioni locali migliori condizioni di vita, raggiungendo dei notevoli risultati, nonostante ci sia ancora molto da fare per garantire la sostenibilità ambientale. Per esempio, il tasso di deforestazione dell’Amazzonia nel 2010 sarà, per il secondo anno consecutivo, uno dei minori della storia. Il Ministero dell’Ambiente (MMA) promuove diverse iniziative per l’Amazzonia, come il Piano di azione per la prevenzione e il controllo della deforestazione nell’Amazzonia legale (PPCDAM).

Oltre a ciò, durante la Conferenza di Copenhagen (COP 15) il MMA ha firmato l’accordo (Accordo di Copenhagen) di riduzione della deforestazione dell’Amazzonia dell’80%, che sta monitorando dal 1998. Nel frattempo, la Sig.a Ministro Izabella Teixeira riconosce che la solidarietà da voi dimostrata in favore della causa ambientale rappresenta una delle migliori forme di salvaguardia della biodiversità e della qualità di vita delle persone. Con attenzione.

  • Ministero dell’Ambiente - Gabinetto del Ministro Esplanada dos Ministérios, Bloco “B” 5° andar 70068-901 - Brasília/DF Fone: (61) 2028-1254 - Fax: (61) 2028-1756 gab@mma.gov.br


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