Ovvero esercizi per intaccare la comunità razzista.
“Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia tanto chi fa il male, né il male stesso, quanto chi lo nomina” Giacomo Leopardi, Pensieri.
Se, parafrasando Leopardi, si mutassero i detti e si cominciasse a chiamare le cose coi nomi loro, forse si potrebbe contrastare con più efficacia il razzismo dilagante. V’è però che il cattivo linguaggio oppure “solo” tendenzioso è parte del problema. I lessici deformanti, le retoriche e le rappresentazioni negative degli altri o la propensione a mascherare “il male” dietro gli eufemismi sono, infatti, al tempo stesso una delle cause e uno degli effetti di quel siste…
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