Silenzio pressoché totale dei mass media sulla situazione del Burundi. Silenzio che non è dovuto a carenza di avvenimenti o a un'improvvisa riappacificazione tra le due etnie maggioritarie.
Dopo anni di guerra, di cui non pochi passati a trattare per porre fine al conflitto, il 28 agosto 2000 i partiti della minoranza tutsi e della maggioranza hutu hanno firmato ad Arusha, in Tanzania, un accordo di collaborazione in vista della formazione di un governo di transizione.
I maggiori gruppi di resistenza non hanno partecipato a questi accordi: al contrario, hanno intensificato la loro lotta contro i militari del regime di Bujumbura.
Sotto la spinta della comunità internazionale e del mediatore per il conflitto burundese, l’ex presidente sudafricano Nelson Mandela, il 1° novembre 2001…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.