PAPA LEONE XIV PLASMATO AL FUOCO DELLA MISSIONE
Nel silenzio delle periferie, dove il Vangelo giunge spesso come un flebile sussurro in mezzo alla confusione di tanti rumori culturali, appare una vocazione come quella di papa Leone. Non ereditata per prestigio, come nel caso di una cattedra, ma plasmata al fuoco lento della missione ad gentes.
All’inizio della sua storia non ci sono i saloni del Vaticano, ma i sentieri impolverati dei villaggi del Nord del Perù, gli incontri con comunità marginali, i piccoli gesti d’amore più eloquenti di tante parole. La missione, d’accordo con il Concilio Vaticano II, è l’avanguardia della Chiesa in uscita. Ebbene, in questi margini Leone è stato pastore.
La missione, per Leone, non è l’espansione dell’istituzione ecclesiale, ma la risposta appassionata all’invio del Signore Gesù: “Andando fat…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.
Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.






