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La Chiesa del Ciad è una delle più giovani dell’Africa. Il Vicariato apostolico di Mongo nell’Est del paese, dove mi trovo come fidei donum da un anno e mezzo, celebrerà 20 anni di esistenza nel 2021. Un proverbio della saggezza popolare dice che se un giovane vuol diventare adulto ha bisogno di radici come un albero e di ali come un uccello. 

Una Chiesa famiglia di Dio. Se volessimo contemplare tali realtà nelle giovani comunità cristiane del Ciad, come effetto di un’efficace collaborazione con la grazia di Dio, potremmo servirci in particolare di quell’immagine molto pertinente della Chiesa vista come famiglia di Dio. 

Nella famiglia di Dio, come nella famiglia tradizionale, c’è un valore prezioso che, nonostante l’avanzamento della secolarizzazione, continua a risplendere, ossia quello del rispetto e dell’attenzione nei confronti degli anziani. Esso si esprime talvolta in gesti quasi di venerazione, che non hanno nulla di formale perché nascono da quell’intuizione di fede, ben riassunta dal profeta Gioele, per cui soltanto quando i vecchi sognano, i giovani possono avere visioni (Gl 3,1). Un proverbio africano dice: “Un vecchio seduto vede più lontano che un giovane in piedi”. Il coraggio e la pazienza di sedersi per ascoltare questa saggezza, frutto dell’esperienza, è una preziosa radice che dà nutrimento e stabilità alla chiesa locale. 

Le donne, un ruolo importante. Nella famiglia di Dio, come nella famiglia tradizionale, un ruolo importante, purtroppo spesso poco riconosciuto, è quello della donna. Proprio per far fronte a questo problema, una realtà molto diffusa nelle parrocchie del Ciad è quella dell’associazionismo femminile. 

Le finalità dei vari gruppi sono molto diverse l’una dall’altra: si va dai movimenti a carattere devozionale alle cooperative agricole e artigianali. C’è però una costante, che rivela spesso l’autenticità del carisma, e cioè quell’armonia fra fede e opere per cui chi prega non si chiude nell’intimismo e chi agisce non si lascia travolgere dall’attivismo. Questa fede viva genera spesso forme profetiche di parresìa con cui le donne sanno prendere la parola nella società per denunciare corruzione e ingiustizie. Nuove “Giaele” con cui il Signore salva il suo popolo, svergogna la pusillanimità dei Barak di turno e permette alla Chiesa di prendere quota. 

L’impegno dell’educare. La famiglia di Dio, come la famiglia tradizionale è una famiglia aperta. Come un albero, con rami tanto grandi che gli uccelli possono fare il nido alla sua ombra. L’impegno per l’educazione è una delle priorità della Chiesa in Ciad. Anne Lécu, domenicana francese, dice che “la Parola si è fatta carne, perché la carne si faccia parola”. In molte parrocchie le biblioteche e i centri culturali offrono dei luoghi accoglienti dove i giovani di differenti religioni possono ritrovarsi per studiare e per scambiare le loro idee. 

I discendenti di Caino sono definiti come “animali senza parole” nella lettera di Giuda (v. 10). Creare occasioni di incontro, mettersi in ascolto, permettere a tutti di esprimersi sono sfide importanti perché la chiesa a tutte le latitudini sia sempre più segno di unità e strumento di pace, perché la carne si faccia parola. 



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