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Pubblichiamo l’appello lanciato dal Brescia Social Forum e molte altre associazioni agli organizzatori di Exa, “Mostra internazionale armi sportive e dell’outdoor”, che si terrà, dal 17 al 20 aprile, a Brescia. Per informazioni, telefonare allo 030-8981706 o scrivere a pace@bresciasocialforum.org

Exa riaprirà puntualmente i battenti, a Brescia, dal 17 al 20 aprile 2004. L’anno scorso formulammo agli organizzatori una richiesta ispirata ad un minimo senso di civiltà e di etica: esporre esclusivamente armi sportive e da caccia, escludendo tutte le altre. La risposta fu negativa: ciò che facciamo, è consentito dalla legge; il prodotto bresciano va promosso tutto intero; la vostra richiesta nuocerebbe gravemente al profitto delle aziende che rappresentiamo.

Non siamo d’accordo. E intendiamo ripresentare la stessa richiesta. Sappiamo che quest’anno il Comune e la Provincia di Brescia fanno direttamente parte dell’ente organizzatore della mostra, l’Immobiliare Fiere di Brescia Spa. Ci aspettiamo allora che i rappresentanti istituzionali per primi diano l’esempio, con una scelta di civiltà e ragionevolezza, prima ancora che politica.

Un’arma è un moltiplicatore di potenza distruttiva, atta ad offendere. Il senso di responsabilità a cui facciamo appello quando chiediamo di limitarsi ad esporre le sole armi sportive, nasce da questa considerazione: ogni sia pur minima ambiguità su questo terreno può rivelarsi fatale, nello spazio pubblico che chiamiamo società, nella cultura che ivi cerchiamo di fare crescere, nella coscienza di ognuno di noi.

Per questo, vi ripresentiamo l’appello che segue: “Exa viene pubblicizzata come Mostra di armi sportive e accessori. Tuttavia, visitandola, abbiamo potuto constatare come – insieme a fucili da caccia, richiami, reti, riviste venatorie, ecc. – siano esposti fucili che, pur non essendo classificati come “armi belliche”, sono però utilizzati nei conflitti che insanguinano mezzo pianeta, articoli antisommossa destinati alle polizie di tutto il mondo e (in grande quantità) pistole, principalmente per la difesa personale, insomma un campionario che certamente nulla ha a che fare con lo sport.

Non vogliamo convincervi ad assumere oggi un altro concetto di sicurezza e di convivenza fra le persone e fra i popoli; un'idea di sicurezza che non si affidi innanzitutto alle armi, alla repressione, alla guerra e che scelga piuttosto di seguire il motto del profeta (Is 32,17): dalla giustizia nascerà la pace. A quest'idea, sia chiaro, noi non rinunciamo e non smetteremo di impegnarci perché si possa diffondere nella società, nelle coscienze.

Ci rifiutiamo di credere però che anche chi ritenga irrealizzabile il sogno di un mondo senza armi, non sia disposto a riconoscere che esiste un problema morale riguardo ad esse. Vogliamo quindi credere che per nessuno l'oggetto arma possa essere banalizzato, pena la perdita delle coordinate stesse dell'idea di civiltà umana.

Vi chiediamo allora di riconoscere che costituisce un serio problema l'esposizione – sotto la tranquillizzante definizione di armi sportive – di fucili Sniper (quelli usati dai cecchini che mirano obbiettivi umani), manganelli, lacrimogeni, bersagli in forma di sagome umane, ecc.

L'Exa che abbiamo visitato non è fatta per presentare questo delicato campionario ad un pubblico specializzato; nelle giornate aperte al pubblico, la mostra viene infatti visitata da migliaia di semplici cittadini, di cui molti sono ragazzi. Un'Exa cosiffatta finisce per promuovere non l'attività venatoria, ma l'idea di un mondo armato, di una società in cui il ricorso alle armi è diventato una faccenda banale; e non è più quindi una scelta grave, anche quando avvenga entro una cornice di legalità.

Vi chiediamo allora di lavorare perché si possa modificare il Regolamento della prossima eventuale edizione di Exa, in direzione di una stretta coerenza con quanto dichiarato nel marchio promozionale: Mostra di armi sportive e accessori.

Se Exa diventerà effettivamente quella mostra che i suoi difensori dichiarano sia, la nostra critica certo non cesserà, ma per tutti la posta del confronto sarà ben diversa. E ben diversi i valori in gioco”.

Seguono firme


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