MINORANZE E CRISTIANI PERSEGUITATI
P. Franco Sottocornola scrive dal Giappone esortandoci a dare più voce e spazio nella rivista ai cristiani perseguitati. Per questo ci invia una lettera di Matteo Cattaneo dell’Associazione “CitizenGO”, di cui pubblichiamo l’inizio, rimandando al nostro sito la versione integrale.
MINORANZE E CRISTIANI PERSEGUITATI
P. FRANCO SOTTOCORNOLA
Shinmeizan (Giappone), 2 maggio 2016
Carissimo p. Mario, vorrei che MO parlasse di più e con più coraggio anche di queste cose... che tu senz’altro ben conosci... Un abbraccio fraterno.
Ciao, p. Franco (Sottocornola).
Mentre ti scrivo, a New York il Congresso WeAreN2016 (“Siamo tutti Nazareni”) sta terminando. In questi giorni abbiamo ascoltato testimonianze impressionanti, abbiamo consegnato le firme dei nostri sottoscrittori a difesa dei cristiani perseguitati, abbiamo presentato il nuovo documentario di CitizenGO “Insha Allah – Il sangue dei martiri”; insomma, abbiamo fatto tanto per far sentire la voce dei cristiani perseguitati e per riaffermare l’importanza del diritto alla libertà religiosa presso le Nazioni Unite. Voglio condividere con te i momenti più significativi, perché in fin dei conti questo evento di CitizenGO (così come tutto ciò che facciamo ogni giorno) è stato possibile solo grazie a te e a tutti i sottoscrittori che partecipano alle nostre iniziative. Per questo, prima di cominciare, non posso che ringraziarti di cuore
(continua nel sito: http://missioneoggi.saverianibrescia.it/main?id=937 ).
Rina Passera ringrazia MO per la lettera di Elisa Lazzari, missionaria saveriana in Congo RD. È un incoraggiamento a proseguire con la rubrica “Lettere dal mondo”, ora anche in versione cartacea. Siamo convinti, infatti, che tali lettere creano un appassionante “ponte narrativo” tra il mondo dei missionari e delle missionarie e l’ambiente da cui provengono. Certi epistolari sono addirittura delle miniere spirituali e mistiche, come nel caso delle lettere di Christian de Chergé, priore di Tibhirine, indirizzate al suo amico professore del PISAI di Roma, p. Maurice Borrmans, dal 1974 al 1995, di cui si fa menzione alle pp. 45-48 della rivista.
PER ELISA
RINA PASSERA
Parma, 17 aprile 2016
Cara Missione Oggi, vi ringrazio per aver pubblicato la lettera di Elisa Lazzari. L’ho conosciuta quando era a Parma, e sapevo che era partita per il Congo. Poi più nulla. Così adesso, con queste notizie, un filo si è riannodato. Elisa ci dà notizie semplici, reali, che fanno anche una certa impressione – descrivono una situazione. Sono proprio “lettere” come quando si scrive a casa. Grazie, Elisa. Grazie “Missione Oggi”. Vorrei che l’esempio fosse imitato da altri. L’avete già promesso! Shalom!
Trent’anni fa, il 2 aprile 1982, scoppiò la guerra delle Falkland – Malvinas. L’Argentina stava attraversando una devastante crisi economica e la giunta militare sperava di rilanciare il governo puntando sul nazionalismo e sul fatto che la guerra sarebbe stata facile e veloce. Il Regno Unito, invece, riuscì a organizzare una risposta militare efficace. La guerra durò 74 giorni, provocò 650 morti tra i militari argentini e 255 tra quelli britannici. L’Argentina si arrese il 14 giugno 1982, ma non ha mai smesso di rivendicare le isole. Ricordiamo questo triste anniversario con le parole della scrittrice argentina M.V., perseguitata ed esiliata politica durante la dittatura militare, che vive attualmente tra l’Argentina e l’Italia.
FALKLAND / MALVINAS LA GUERRA È SEMPRE UNA FOLLIA
M.V. - 2 aprile 2016
Che giorno triste!
Ricordare tante vite di giovani mandati a morire per gli ideali “eterni” della patria, oggi camuffati dietro un’altra maschera, da un lato e dall’altro dell’Atlantico. Ecco perché detesto i militari. E non condivido il servizio militare obbligatorio, che prepara inconsapevoli futuri assassini che si rifugiano dietro l’obbedienza dovuta, incoscienti del lavaggio del cervello cui sono forzatamente sottoposti. Ma che cosa si può fare quando i padroni decidono di imporre la pace con il sangue degli innocenti di tutto il pianeta?
La terra sta scoppiando, ma continuiamo a vivere come se niente fosse. Abbiamo vegliato e acceso candele per ogni vittima, senza discriminazioni nazionali. Infatti, l’obbedienza dovuta del servizio militare obbligatorio impone follie in tutto il mondo. Abbiamo chiesto pace per i nostri cuori e coraggio per imparare a convivere accettando le differenze o dialogando per capirsi meglio. Anche quando compiamo piccoli atti di violenza mentale, fisica o psichica, non siamo di buon esempio ai nostri simili.
La luce della luna e il sole illuminino il nostro cammino affinché i nostri passi siano ritmati dalla dignità, dalla solidarietà e dal rispetto per la vita degli altri abitanti del pianeta. Dobbiamo perseguire la pace senza tanta violenza, terrore, sangue e solitudine. Dobbiamo imparare dai nostri antenati a non inseguire la fama, i trionfi, la celebrità. Dobbiamo tornare a sentire gli esseri umani che amano la terra in cui sono nati e promuovere un’etica universale, affinché sia messa fine alla grande psicopatia universale.
Solo allora spariranno le fabbriche di armi terrificanti, le grandi bugie commerciali che alimentano questa messinscena universale. Accendiamo una candela e concentriamoci su tale richiesta con tutte le buone vibrazioni del nostro cuore.






