LE TENACI DONNE DEL GUATEMALA
Queste righe vi giungeranno sicuramente nella prossimità delle celebrazioni pasquali, per cui ho pensato che potevano interessarvi alcune riflessioni sui segni di speranza e di rinascita che si possono cogliere nel tessuto sociale ed ecclesiale del popolo del Guatemala.
Nel mio precedente scritto, ho condiviso con voi alcuni aspetti del messaggio pubblicato dalla Conferenza episcopale del Guatemala, aspetti di una realtà certamente non facile. Ma con uno sguardo attento e illuminato dalla fede si possono senz’altro cogliere molti segni e motivi di speranza, a diversi livelli. Spicca in primo luogo il segno di un popolo che, nonostante tutto, possiede un’umanità ricca di valori che fondano e motivano la speranza.
A dispetto dei molteplici tentativi di distruggerne le ricchezze umane, il popolo crede ancora in un futuro che possa dare senso alla sua vita, alle lotte individuali e collettive.
Le sue radici millenarie sono ancora molto vive. Un aspetto esemplare di questa realtà è il protagonismo e la presenza delle donne a livello sociale. In questi anni del dopoguerra, molte di loro hanno assunto un ruolo incisivo nella società, cercando di portare avanti un progetto per garantire il rispetto dei diritti delle fasce più vulnerabili della popolazione. Un impegno davvero straordinario per abbattere il muro dell’impunità.
È altrettanto impressionante la forza delle donne rimaste vedove durante la guerra, che affrontano giorno dopo giorno i problemi quotidiani nelle loro famiglie e nella società. Negli anni della feroce repressione molte di queste donne sono state vittime di violenze di ogni genere. Nonostante abbiano vissuto esperienze drammatiche e siano state ripetutamente minacciate di morte dalle forze repressive, coperte dal manto dell’impunità, esse manifestano una straordinaria volontà di resistenza, cercando di coinvolgere altre vittime di altri soprusi. Una lotta e un impegno portati avanti insieme con uno spirito comunitario molto forte.
Direi che è proprio questo spirito comunitario l’elemento caratterizzante.
Uno spirito sostenuto e alimentato da una grande fede nel Dio della vita, che, come un Padre e una Madre, si prende cura di loro; una fede che ha una salda dimensione comunitaria e avvolge ogni momento della loro vita.
Sono donne impegnate nella lotta per la sopravvivenza, che sostengono la propria famiglia col lavoro e la trasmissione dei valori ancestrali alle nuove generazioni, anche nell’ambito comunitario.
Sono donne impegnate nella difesa e promozione dei diritti umani nei differenti livelli: individuale, economico, culturale e sociale. Sono donne organizzate in questa lotta, che fanno tesoro dell’esperienza ereditata dai loro antenati e hanno raggiunto diversi obiettivi.
Sono donne che, seppure vittime esse stesse di veri e propri “crimini di lesa umanità”, hanno promosso su fronti diversi organizzazioni specifiche che portano avanti con un impegno titanico. È una lotta impari, che assomiglia a quella del piccolo Davide contro il gigante Golia.
Ne sono un’eloquente testimonianza le deposizioni delle donne testimoni nei processi sul genocidio perpetrato dai militari che si sono avvicendati per decenni nel governo del paese; dittatori sanguinari dei quali il più conosciuto è il generale Rios Montt. Oppure le donne giudici che, nonostante le minacce, non hanno insabbiato i processi giudiziari contro i responsabili delle moltissime stragi.
Fra queste donne certamente la più nota è il premio Nobel per la pace 1992, Rigoberta Menchú. È il simbolo del popolo e soprattutto della donna Maya che ha preso coscienza della propria dignità e dei propri diritti. Sopravissuta allo sterminio di massa, a questa donna-simbolo se ne potrebbero aggiungere moltissime altre. Mi limito a ricordare un’antropologa, Mirna Mack, che nel momento più drammatico della guerra si avvicinò a gruppi umani che avevano sofferto l’indicibile per la crudeltà della repressione; per questo impegno pagò con la propria vita: fu assassinata in pieno giorno con diciotto pugnalate in una via di Città del Guatemala.




