LE ARTI DELLA LIBERTÀ
“…e i colpi si ripetono ed i passi, e ancora ignoro se sarò al festino/farcitore o farcito. L’attesa è lunga/il mio sogno di te non è finito”. Sono gli ultimi versi di una poesia di Eugenio Montale, del 1956, “Il sogno del prigioniero”, ma anche il titolo di un dipinto del 1836 di Moritz von Schwind, austriaco, capace di opere dal romanticismo fantasioso. Il quadro mostra un detenuto che nella sua angusta cella ha la visione di un angelo coppiere in volo che versa, illuminato dalla luce che filtra dalla finestra, del vino da una brocca, mentre alcuni gnomi, sostenuti dal loro re, organizzano l’evasione segando le inferriate.
Oltre l’evidente interpretazione freudiana della volontà di evasione del prigioniero, la simbologia ha a che fare con il desiderio di una liberazione totale, che pre…
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