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L’ELOGIO DELL’AMACA / UN “LUOGO ANTROPOLOGICO” INTERCULTURALE

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Non c’è niente di più confortevole di un’amaca nella giungla. Ci permette di riposare, sognare, parlare, godere i concerti degli uccelli, inebriarci dei profumi dei fiori selvatici, soprattutto delle diverse varietà di orchidee. L’amaca protegge anche da eventuali insetti o rettili molesti. Ma soprattutto l’amaca è un “luogo antropologico”. Mi ricordo quanto diceva un mio professore all’Università di Londra, che in aula ripeteva a noi studenti: “Ricordatevi che, quando andrete a fare ricerca antropologica nei villaggi della giungla, la cosa più importante è dove sistemerete la vostra amaca. In altre parole, il professore di Londra voleva dirci che l’antropologo, per le sue ricerche, non dovrebbe alloggiare in albergo, ma vivere con la gente, osservare, partecipare, solidarizzare, sperime…

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