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Gli impieghi e i salari di milioni di persone nel mondo dipendono indirettamente da una campanella che alle quattro del pomeriggio segna la fine delle transazioni al Dow Jones, la Borsa di Wall Street a New York. Quasi due miliardi di dollari vengono spostati ogni giorno da un continente a un altro con una velocità impressionante.

E così il nostro desiderio di voler vivere in un mondo migliore viene influenzato sempre più, lo si voglia o no, da un elemento che determina la nostra vita: il denaro.

È l’economia che, in fondo, decide tutto. Ma dobbiamo anche ammetterlo: il profitto e la solidarietà stanno diventando partner. Insomma, non è detto che il profitto sia un male necessario legato all’avarizia, e il bene comune solo l’esclusiva responsabilità dei politici.

C’è un messaggio fondamentale che viene trasmesso ed è che, senza nessun alcun altro sforzo, le piccole o grandi somme di risparmi che noi depositiamo nei nostri conti bancari possono aiutare a costruire un mondo meno egoista e più solidale.

Come dice uno slogan della Banca etica: L’interesse più alto è quello di tutti.

Presentiamo in questo dossier la sintesi del seminario che si è tenuto a Bruxelles, organizzato dalla Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea e l’Unione cristiana internazionale degli imprenditori e dirigenti, e pubblicato in Europe Infos N°73, luglio/agosto 2005.

  • Inoltre, diamo anche uno sguardo alla situazione italiana con le sue problematiche e i suoi successi.


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