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IL LINGUAGGIO DELLA FEDE È ANCORA COMPRENSIBILE?

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Vorrei formulare il mio testo con una serie di tesi: da un lato cercherò di interpretare i “segni dei tempi” che ci offrono gli ultimi 50 anni di vita ecclesiale, con la loro sorprendente novità. Dall’altro utilizzerò la “svolta linguistica” come criterio ermeneutico della stessa svolta conciliare, per scoprire che il Concilio Vaticano II si può comprendere come un “ritorno alle fonti” che è “reso possibile” e “autorizzato” da una diversa comprensione del rapporto tra linguaggio ed esperienza. Questo riveste grande importanza per pensare la fede dei giovani e il linguaggio con cui farne esperienza. L’ORIZZONTE CONCILIARE Tesi 1. Il modo con cui siamo chiamati a “mediare la tradizione” si sostanzia di due “svolte”: tornare alle fonti dell’esperienza di “rivelazione/fede”, ma distinguendo…

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