Pubblichiamo in due puntate un'analisi impietosa e drammatica, che rivela come la guerra del Kosovo, scatenata un anno fa, abbia destabilizzato l'intera area, non risolvendo alcun problema e spezzando un pur discutibile equilibrio.
Questa teologia è stata reticente di fronte al crescere della strategia dei bombardamenti sulla Serbia, al loro potenziale distruttivo, all'uso di uranio impoverito, alla definizione come obiettivi militari dei ponti sul Danubio.
Il Kosovo è una terra di nessuno. Vi si buttano miliardi di dollari di aiuti, ma è ancora far west. Non ha strade, telefonia, modello istituzionale, poliziotti, modello giudiziario. (Paolo Rumiz)
La questione dei profughi è stata il paradosso di questa guerra. Grazie a loro, al fatto che fossero sbattuti ogni giorno nelle case…
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