GRAZIE, PADRE MARINI, PER LA SUA FRANCHEZZA!
Nel numero di ottobre 2013 abbiamo pubblicato una lettera di padre Marini, missionario saveriano in Indonesia, che esprimeva tutto il suo disagio per il silenzio della Chiesa italiana di fronte al corrompersi del tessuto morale, sociale e politico del nostro paese. Ci poneva una domanda: cosa fare in Italia per una Chiesa più evangelica? Di seguito la reazione del “Gruppo Scuola” di Parma.
GRAZIE, PADRE MARINI, PER LA SUA FRANCHEZZA!
ASSOCIAZIONE “GRUPPO SCUOLA”
Parma, 12 dicembre 2013
Caro padre Marini, grazie per la sua franchezza e fermezza circa i silenzi e i pronunciamenti della Chiesa italiana, che condividiamo pienamente. Per fortuna, però, con le provvidenziali dimissioni di Benedetto XVI, abbiamo papa Francesco. Riteniamo che la Chiesa italiana, forse più di altre, abbia bisogno – è anche la nostra speranza – di cambiamenti profondi, sul solco del Concilio.
Abbiamo già apprezzato la non ingerenza di Francesco negli affari politici del paese, le novità circa lo Ior, la messa in cantiere di grandi cambiamenti in curia, in un’ottica collegiale, l’attenzione preferenziale per i poveri, la richiesta di semplicità, la capacità di ascolto e l’apertura al dialogo con tutti ecc.
Certo, permangono resistenze, ma la strada della riforma è stata imboccata con vigore. Se sapremo, anche dal basso, sostenere queste scelte e impegnarci in questa direzione potremo nutrire la speranza di una Chiesa, anche italiana, più vicina al Vangelo.
Da una vita il prof. Giorgio Campanini di Parma è abbonato-sostenitore della nostra rivista. Giunto all’età di 83 anni, sospende il suo abbonamento, ma non l’affetto per la rivista e i suoi carissimi saveriani. Anzi invia un’offerta per far giungere ad altri lettori il mensile. Grazie professore!
VORREI CHE LA RIVISTA POTESSE GIUNGERE AD ALTRI LETTORI
GIORGIO CAMPANINI
Parma, 1 dicembre 2013
Caro p. Mario, è con vivo rammarico che le comunico la mia decisione di rinunziare all’abbonamento a “Missione Oggi”. Ad ottobre ho compiuto 83 anni e le mie capacità di let- tura si sono un po’ ridotte; d’altra parte (ho fatto in questi giorni il bilancio in vista del rinnovo degli abbonamenti), ricevo una ven- tina di riviste, a molte delle quali – da “Aggiornamenti sociali” a “Studium” – collaboro da anni ed ancora, sia pure saltuariamente, collaboro.
Ho constatato che non mi è possibile seguire tante riviste e quindi con il 2014 ho rinunziato a molti abbonamenti. Continuerò a seguire con interesse le problematiche missionarie con le varie riviste che ancora mi giungeranno (ma sto operando, purtroppo, uno “sfrondamento”) e, in quanto possibile, aiutare gli amici saveriani a me carissimi.
Vorrei tuttavia, che la rivista potesse giungere ad altri lettori e a tale scopo accludo assegno di cento euro, lieto di poter dare un piccolo contributo alla rivista, che – sulla base delle mie letture, purtroppo solo parziali – vedo fortemente impegnata sia sul piano dell’evangelizzazione sia su quello, egualmente importante, della promozione umana.
Accolga fin d’ora i miei più sinceri auguri – a lei e alla rivista – per il Natale ormai vicino e per l’anno nuovo.
Per motivi di privacy, non abbiamo finora pubblicato questa lettera. Ora lo facciamo, col permesso dell’autrice. Ci sembra, infatti, un messaggio utile ai lettori, che vivono lo stesso dramma. Un esempio eloquente di come lottare contro la povertà: con la cultura. Da parte nostra, assicuriamo a Liana che, grazie alla generosità di alcuni amici, continuerà a ricevere la rivista per tutto il 2014.
LA CULTURA ANTIDOTO CONTRO L’IMPOVERIMENTO
LIANA FIORANI
Parma, 13 maggio 2012
Caro p. Mario, grazie di essersi ricordato di me. La rivista mi arriva regolarmente pur non avendo pagato l’abbonamento (non me lo posso permettere). Leggo il giornale locale, perché me lo passa la mia dirimpettaia. Con una pensione di 550 euro – divisi fra 250 di spese condominiali, 100 per le varie bollette e qualche imprevisto –, mi creda non posso permettermi neppure un periodico e questo mi fa sentire proprio povera. […]
Qui sta la ragione per cui mi intrattenevo nella Biblioteca dei saveriani per consultare i vari periodici presenti. Quando ho lasciato il lavoro sapevo delle difficoltà che mi aspettavano… Come sa, ho perso la mamma troppo presto, per una nefrite lasciata dall’ultima gravidanza: allora i figli erano numerosi e venivano partoriti in casa senza alcun controllo medico. Essendo la maggiore di cinque fratelli, mi trovai oppressa dal lavoro e dalla povertà, ma il buon Dio mi ha aiutata. […]
Non più giovane e sola, vuota e disperata […], mi rivolsi alla cultura, la cosa che più mi era mancata nella vita. Tornai a scuola per realizzare un sogno e vincere una sfida con me stessa. A 55 anni, in possesso della sola scuola elementare, ripresi scuole medie inferiori e superiori, maturità e università; a 65 anni laurea a pieni voti, con una tesi “Educazione e società nell’esperienza di don Lorenzo Milani”. Questo è stato il mio percorso.
Ora cammino verso un altro traguardo, tanti sono i miei anni (88) e gli ultimi mi sono stati abbastanza difficili […], ma la lettura e la serenità di pensiero mi accompagnano nell’impegno tra casa e ospedale. […].
Mi perdoni la lunga lettera, un abbraccio.







