Skip to main content

FRÈRE CHARLES / NEL DESERTO FIORISCE LA MISSIONE

Condividi su

Quando si dice “missione” si intende una realtà complessa e mutevole. Dalla  rivoluzione francese alla seconda guerra mondiale le forme più correnti erano  legate al modello della conquista e della conversione dell’altro alla vera fede.

Tra fine Ottocento e inizio Novecento emerge, con frère Charles de Foucauld,  una nuova figura, che vive la missione come presenza e testimonianza  di vita tra i musulmani, come un movimento nel quale entrare piuttosto che  come un’attività da fare, secondo il modello dell’incarnazione di Dio. Anche  se non riuscì a fondare una congregazione missionaria, nonostante ne avesse  scritto la regola, dopo la sua morte – il 1° dicembre 1916 quando cadde sulla sabbia di Tamanrasset  per mano di una banda di predoni – crebbe una multiforme famiglia spirituale, grazie soprattutto a  René Voillaume e Magdeleine di Gesù, che diedero vita ad uno stile di missione in grado di interpellare  anche i più tradizionali istituti missionari.

I Saveriani già nel 1931, prima che vedessero la  luce le due congregazioni religiose volute dal missionario alsaziano, gli avevano dedicato un film dal  titolo Africa nostra, girato in terra africana. 

Fare memoria di frère Charles nel centenario della morte significa, soprattutto per un missionario  e una missionaria, riconoscere alcune – almeno tre – novità fondamentali dell’evangelizzazione da  lui stesso vissute.

  • La prima focalizza il passaggio dal convertire l’altro al comprenderlo. Vedendo allontanarsi  la possibilità di un annuncio diretto del Vangelo, Charles ritiene che lo studio sia la strategia  più urgente e feconda per la sua missione nel Sahara. Per questo si cimenta nella lingua tuareg,  occupando buona parte del suo tempo in compagnia di esperti, per pubblicare un’ampia strumentazione:  dizionari, grammatica, traduzioni della Bibbia, raccolta di poesie. Proprio mentre i suoi connazionali  – militari, commercianti e religiosi – considerano la lingua francese come universale e la  cultura occidentale come superiore, Charles decide di imparare la lingua locale, avvicinandosi all’altro  con rispetto, bandendo lo spirito della conquista, rinunciando ad imporsi, fosse anche per una causa  nobile come la conversione alla fede cristiana. Il deserto lo converte ai tempi lunghi, lo libera da ingenue  illusioni e gli insegna a fare i conti con i propri limiti. 
  • La seconda novità evidenzia il passaggio dall’evangelizzazione come compito riservato ai preti e religiosi  a compito di tutti i battezzati. Dopo qualche anno di deserto, incalzato dalla difficoltà che la  presenza di ecclesiastici provoca in una regione islamica, Charles si rende conto che l’evangelizzazione  non può essere riservata ai chierici e pensa all’opportunità di missionari laici, in particolare di  infermiere laiche. Ipotizza una forma di servizio simile a quello di Aquila e Priscilla agli inizi della  Chiesa, quando con il proprio lavoro affiancarono Paolo.
  • La terza e ultima novità sottolinea il passaggio  dall’aiuto paternalista alla condivisione fraterna. Il lungo cammino verso la fraternità passa  da atteggiamenti autoritari e paternalistici, tipici delle potenze militari e religiose, a relazioni di  uguaglianza. Il primo passo consiste nello stare con le persone; il secondo, nell’aprire loro le porte,  mostrando che la sua non è una presenza qualsiasi, ma di amore cordiale; infine, Charles cerca di  andare oltre l’ambito individuale per contribuire alla trasformazione delle strutture sociali ed economiche.

Tre novità, tre passaggi e tre passi, di cui la Chiesa ha estremamente bisogno oggi per rigenerare  la sua attività pastorale e missionaria.



Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.

Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito