Forum "Dialogo Religioso", Interventi / 2
PREGARE PER I MUSULMANI?
Domanda > Un parroco: Quando in parrocchia propongo una preghiera per i musulmani, per esempio in occasione delle loro feste, c’è una reazione di ripulsa. Non siamo abituati a pregare per gli altri credenti. Quando in parrocchia muore un musulmano, non lo si ricorda. Quando c’è stato il terremoto in Abruzzo, ho citato nella preghiera i deceduti in quella regione insieme agli immigrati morti nel Mediterraneo, e questo abbinamento ha suscitato forte irritazione. In una realtà ormai interreligiosa non bisognerà far entrare nella concretezza della fede l’ospitalità sacra?
Risposta > Ruggero Cavani: L’arrivo di fratelli e sorelle di altri fedi impone anche ai cristiani di riflettere sulla propria fede e allora ne esce una risposta debole, cioè violenta, oppure una risposta umile che mi aiuta a essere più fedele al Vangelo.
Risposta > Mons. Fitzgerald: Forse se le esperienze di base che esistono fossero raccontate alla comunità parrocchiale in modo che possa farle proprie si potrebbe introdurre una preghiera per chi professa un’altra religione.
COSA PENSANO I MUSULMANI DEI MARTIRI CRISTIANI?
Domanda > Maria A. De Giorgi: Come sono vissuti e c’è una riflessione nel mondo islamico su fatti come la strage dei monaci di Tibhirine o l’uccisione di don Santoro?
Risposta > Giuliano Zatti: Tra i singoli musulmani non è raro ascoltare commenti positivi sui martiri cristiani, mentre la comunità islamica in Italia, che pur non è unitaria, non si espone come tale, credo soprattutto per le tipiche dinamiche migratorie, cuisi aggiunge il fatto che i musulmani non hanno quella capacità di intervento pubblico che ci si potrebbe attendere. È quindi poco pensabile che ci siano prese di posizione pubbliche, anche se a volte la Chiesa e lo Stato vorrebbero interventi più puntuali da parte dei leader delle comunità, i quali peraltro non sempre sono adeguati al loro ruolo. D’altro canto mi dicevano di recente che in Turchia don Andrea Santoro non viene considerato un martire e come tale non lo si può nominare, anche perché ci sono molte Chiese libere e pentecostali che realizzano un proselitismo dannoso, di cui poi sono i cattolici a pagare il prezzo.
Risposta > Mons. Fitzgerald: Ogni anno l’agenzia Fides pubblica una lista dei cristiani martiri. Credo che la maggioranza non sia nel mondo islamico, ma si tratti di persone che lottano per la giustizia e sono eliminate perché scomode. In Algeria la strage dei trappisti ha sconvolto anche chi mai aveva sentito parlare dei questi monaci e lo stesso è avvenuto per l’omicidio de mons. Claverie, vescovo di Orano, tanto che ai suoi funerali i musulmani erano più numerosi dei cristiani. Era un modo di dire: “Uccidere i cristiani fa torto alla nostra società, noi abbiamo bisogno della loro presenza”. Certo non tutti la pensano così, ma alcuni sono convinti che i cristiani siano, come diceva mons. Claverie, “aria fresca” per una società in difficoltà. In Francia il responsabile dei musulmani nella zona di Lione, che è di origine algerina, ha sentito parlare dei trappisti e ha proposto al card. Barbarin di fare un viaggio insieme in Algeria; hanno formato una delegazione di cattolici e musulmani che ha visitato il monastero di Tibhirine e ciò, oltre ad avere un valore simbolico, ha creato un legame tra le persone che continua a dare frutti.Alcune parrocchie del nord dell’Inghilterra, in cui c’erano conflitti tra i nativi e gli immigrati pakistani o bengalesi, hanno organizzato viaggi nei loro villaggi di provenienza, in Pakistan e Bangladesh.
Questo andare e vivere insieme crea legami che durano nel tempo, anche se non fanno notizia sui mass media.







