Disagio, Indignazione, Credibilità
In queste settimane sono giunte in redazione lettere di cristiani che esprimono disagio per le prese o non prese di posizione della gerarchia cattolica nei confronti del governo Berlusconi, «un governo che è “fuori” da tutte le parti: fuori dalla Costituzione, fuori dalla giustizia verso i più poveri (tanto all’interno quanto fra i migranti in cerca di vita respinti in mano a dittatori e predoni), fuori dalla legalità, fuori dalla parola veritiera e onesta, fuori dalla minima onestà civile» (Enrico Peyretti, Torino 17 dicembre 2010).
Sono giunte anche lettere di religiose indignate per l’indecoroso spettacolo di chi occupa il “palazzo” del potere: «Sono sconcertata nell’assistere come da “ville” del potere alcuni rappresentanti del governo, eletti per cercare e fare unicamente il bene per il nostro paese, soprattutto in un momento di così grave crisi, offendano, umilino e deturpino l’immagine della donna. Inquieta vedere esercitare un potere in maniera così sfacciata e arrogante che riduce la donna a merce e dove fiumi di denaro e di promesse intrecciano corpi trasformati in oggetti di godimento. Di fronte a tale e tanto spettacolo l’indignazione è grande! Come non andare con la mente all’immagine di un altro “palazzo” del potere, dove circa duemila anni fa al potente di turno, incarnato nel re Erode, il Battista gridò con tutta la sua voce: “Non ti è lecito, non ti è lecito!”» (Sr. Rita Giaretta, Caserta 27 gennaio 2011).
Sr. Rita si dice indignata anche perché davanti a questo spettacolo sono poche le voci dei maschi, “anche dei credenti, che si alzano chiare e forti”.
Perché il disagio e l’indignazione non assumano proporzioni devastanti per la sua credibilità, la Chiesa deve dire basta ad uno stile di presenza in termini di potenza e di rapporto fra potenze. Una Chiesa che si lascia sedurre dalle potenze del mondo, non ha futuro o, comunque, non serve. Essa ha bisogno di purificare continuamente se stessa, per essere davvero evangelica, cioè un atto di servizio al mondo che non mira all’acquisizione di nessun potere.
Di conversione e testimonianza evangelica parla anche padre Rino Benzoni, superiore generale dei Saveriani, in una sua riflessione sul bollettino dell’istituto: «Tornato in Italia dalla visita ai confratelli del Nord Brasile, mi trovo immerso nella valanga di fango legata alle vicende private, vere o inventate, di noti personaggi della politica e della società italiana. Non voglio entrare in merito, dal momento che nel polverone sollevato è difficile intravedere la verità. […] Voglio solo cercare di riflettere su di noi a partire da questa vicenda e dall’affermazione dei vescovi italiani che “la questione morale riguarda tutti”. “Tutti”, quindi anche noi! […] Mi interessa domandarmi se la testimonianza che diamo è credibile. Può darsi che la gente non abbia più l’orecchio sufficientemente pulito per udirla; ma può anche darsi che essa non sia più udibile perché anche noi siamo scesi a patti e ci siamo compromessi. […] Il tono gridato di tutte queste vicende sui giornali e nei programmi televisivi mi fa desiderare il silenzio e mi dice che la nostra testimonianza deve essere fatta sottovoce, in modo pacato e semplice, lasciando alla fedeltà, alla verità, alla vita e al Vangelo di farsi strada da soli, con il tempo, sicuri della forza del seme. Tale è oggi il nostro compito in questa società crepuscolare e piena di rumori assordanti» (Roma, 29 gennaio 2011).
Per il futuro dell’Italia e del mondo, l’unica Chiesa possibile è quella che ritrova l’audacia del Vangelo in un nuovo spirito di libertà che renda credibile la sua missione.







