DALLA VITA DEI PICCOLI FRATELLI E PICCOLE SORELLE
Ciò che caratterizza il nostro piccolo gruppo non è solamente la presenza, ma che questa presenza vuole essere unicamente fraterna, senza secondi fini. Non vendiamo nulla, non abbiamo un messaggio da far passare, ciò che ci interessa sono le persone così come esse sono, con la loro storia ed i loro progetti, per entrare in relazione con loro e camminare insieme.
In un mondo nel quale si vende e si compra tutto, dove la persona non interessa che in funzione del suo potere di acquisto, arrivare da qualcuno con le “mani vuote” è, forse, il più gran segno di rispetto e di riconoscimento. Siamo semplicemente quello che siamo, un ospite, uno straniero (perché no?), ma venuto qui come un fratello, come un amico (almeno nella speranza), venuto a condividere la vita e la sorte di un piccolo gruppo di uomini radicato in una terra, in una storia, e non per dare lezioni.
Ciò che caratterizza la nostra vita comunitaria è che non può essere vissuta senza un legame con il Padre, è evidente, ma neanche indipendentemente dal mondo dei poveri che è il nostro: le relazioni con i vicini, con i compagni di lavoro… sono subito coinvolte nella nostra vita di “fraternità”.
La nostra vita tra fratelli ha come punto di partenza questa solidarietà con gli umili, i poveri dei quali condividiamo la vita.
La nostra vita contemplativa, fraterna, “di Nazareth”, è vissuta a partire da questa appartenenza al mondo dei poveri… La presenza di quelli che Gesù chiama “i suoi” è interna alla vita di una “fraternità”.
Dovremo sempre operare per armonizzare le appartenenze – i fratelli e i “suoi” – alle quali siamo legati in nome della nostra vocazione. Penso che la fraternità sia sempre segnata dalla debolezza e che, attraverso la malattia e le prove, Dio ci dica che non saremo mai forti. Questa vita di Nazareth, ogni giorno, non è altro che abbandono tra le mani del Dio della debolezza. Fratel Carlo ha detto: “La debolezza dei mezzi umani è causa di forza”.
Credo che il valore della debolezza sia la Forza di Dio e non la nostra.
La fraternità deve essere fedele a questo cammino. A volte Dio prende mezzi energici per mostrarcelo, perché troppo spesso vogliamo tutto bello, tutto ben organizzato, tutto che funzioni bene… e Dio aspetta forse altre cose da noi.







