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CRISTIANESIMO E RELIGIONI A SERVIZIO DEL REGNO ...

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Riceviamo da padre Savino Mombelli, missionario saveriano bresciano in Brasile, questo invito alla riflessione sul ruolo del cristianesimo e delle religioni per il futuro dell’umanità. L’autore si/ci pone la questione della permanente validità della missione nell’attuale contesto mondiale.

...A SERVIZIO DEL REGNO / UN NUOVO PARADIGMA MISSIONARIO?

P. SAVINO MOMBELLI, SX

Belém do Pará (Brasile), 18 febbraio 2014

Mentre l’umanità, minacciata da pericoli incombenti di autodistruzione, cerca di organizzarsi come famiglia di popoli, è plausibile immaginare che le Chiese cristiane e le altre religioni risolvano d’incontrarsi e riconoscersi come sorelle che dialogano tra loro e si scambiano valori e forze, camminando fianco a fianco per realizzare insieme il regno di Dio sulla terra. Si tratta di un’idea o proposta che, anche se emerge da segni che minacciano la fase attuale della storia umana e del pianeta, ha riferimenti biblici, teologici e culturali di incontestabile nitidezza.

Per quanto riguarda i riferimenti biblici: il cristianesimo e le religioni hanno a che vedere con il Verbo di Dio sia come modello e forza creatrice di tutte le cose (cfr. Gv 1,3), sia come riflesso di Dio o luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo (cfr. Gv 1,9), oltre che come nuovo Adamo presente in tutti i suoi discendenti. Fatto uomo e Figlio di Dio, il Verbo si stabilisce fra noi per dar inizio alla realizzazione del regno di Dio e insegnarci – con parole, atteggiamenti, gesti, passione e morte di croce – come tale ideale deve essere assunto da noi e portato avanti dopo la sua risurrezione dai morti.

Per quanto riguarda i riferimenti teologici: la Chiesa (le Chiese) non è il regno di Dio come per circa 2000 anni si è frequentemente affermato. La Chiesa (le Chiese) è, per volere di Gesù, messaggera e realizzatrice del regno di Dio insieme a tutti i popoli del mondo (cfr. Lumen gentium 5; Gaudium et spes 42). I credenti delle diverse religioni sono già agenti del regno di Dio:insieme a noi cristiani, sono “co-pellegrini” nel cammino che conduce tutti verso la pienezza della vita (cfr. Dialogo e annuncio).

Tutte le religioni portano con sé elementi e valori che dicono relazione con Cristo e la sua grazia salvatrice (cfr. Lumen gentium 13, 16, 17).

Per quanto riguarda i riferimenti culturali: le culture e le scienze contemporanee – filosofia, sociologia, economia, politica, ecologia e tecnologie varie – non sono mai state così capaci di sollecitare l’umanità a quei profondi cambiamenti che la trasformerebbero in una famiglia di popoli, di nazioni, ossia in una realtà che rimanda chiaramente al progetto del regno di Dio.

Una domanda ineludibile: il progetto del regno di Dio esclude la missione di portare a Cristo tutti i popoli del mondo? Risposta: assolutamente no.

Affidata a tutti i battezzati e operante in ogni angolo del mondo – come esige il nuovo assetto demografico – la missione dovrà coraggiosamente proseguire nel suo intento di arrivare a tutti gli esseri umani, ma a condizione che non sia proselitismo (come osserva papa Francesco, in Evangelii gaudium 14), ma testimonianza di fedeltà a Cristo e al suo progetto di trasformare la realtà.


Riceviamo e volentieri pubblichiamo anche questo stralcio di lettera di padre Thiago, missionario saveriano brasiliano in Thailandia. Sono le prime impressioni di chi ancora è alle prese con le difficoltà della lingua.

UN ANNO DI THAILANDIA

P. THIAGO RODRIGUES, SX

Bangkok, 25 dicembre 2013

Dopo un anno in Thailandia, vi scrivo queste poche righe per condividere un po’ la mia esperienza in questo paese. Questo primo anno è stato per me una vera benedizione:

ho avuto l’opportunità di conoscere meglio e di accogliere questa nuova cultura, anche se devo confessare di aver ancora un lungo cammino da percorrere.

In questo periodo, la lingua thai mi è diventata più familiare. Ho imparato a leggere, scrivere e pronunciare una lingua così bella, ma allo stesso tempo così complessa. Posso dire di aver terminato la scuola primaria, ora devo mettere in pratica e arricchire il vocabolario. Il nostro lavoro, insieme ai missionari del Pime e alle missionarie saveriane, prosegue. Anche se la conoscenza della lingua è limitata, partecipiamo a diverse attività. Il 2014 ci riserverà senz’altro novità a livello di presenza missionaria a Bangkok.

In Avvento abbiamo visitato le famiglie delle periferie, portando l’immagine del Bambino Gesù. Sono famiglie per lo più non cristiane, ma che ci aprono volentieri le porte di casa, perché vedono nell’immagine del Bambino Gesù qualcosa di importante per la loro vita. […]

Siamo stati a casa di una signora non cristiana, che lavora in un centro per bambini disabili della parrocchia. La sua storia è segnata da varie difficoltà. Per anni, ha sofferto la violenza del marito. Abbandonata, ha cercato aiuto in parrocchia. Per questo ci ha accolto nella sua casa per la preghiera con molto entusiasmo. Dopo la lettura del Vangelo, il parroco le ha chiesto di dire qualcosa. Con le lacrime agli occhi, ha ringraziato tutti, dicendo che anche per lei, buddhista, il Vangelo è una buona notizia che dà forza e coraggio nella vita quotidiana. […].

Il Signore sa operare nei cuori delle persone in un modo che solo lui conosce. Lui ci chiede di gridare la gioia del Vangelo con la nostra vita più che con le parole.

Questa buona notizia è capace di trasformare il deserto in un giardino e di ridare senso alla vita.



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