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Dietro gli accordi di pace si gioca una partita globale per il controllo dei minerali strategici È trascorso un anno dal primo annuncio in pompa magna di Donald Trump sul “raggiungimento di un accordo” fra Congo RD e Ruanda, nel giugno 2025, “finalizzato” poi lo scorso dicembre a Washington. Le virgolette sono d’obbligo, dato che sul terreno la pace ancora non si è vista, l’occupazione di una grande parte di Nord e Sud Kivu da parte dell’M23 permane e nulla è cambiato rispetto a prima. Nulla, tranne il futuro assetto delle enormi risorse minerarie del paese. I documenti firmati erano infatti due: oltre alla “pace” fra i due paesi, è stato sottoscritto un “Accordo di partenariato strategico” a lungo termine fra Congo RD e Usa. E sta tutto qui il cuore dell’interesse dell’ammini…

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