Riceviamo e volentieri pubblichiamo il “progetto” a cui Caritas italiana sta lavorando da diversi mesi.
Già da tempo azioni di mantenimento della pace e di ricostruzione della fiducia in situazioni di conflitto non sono prerogativa della sola classe politica o di corpi militari finalizzati. Anche o soprattutto i civili possono giocare un ruolo determinante nel lento processo che dal conflitto può portare alla riconciliazione.
Il progetto prevede l’inserimento di obiettori di coscienza in servizio civile e anche di altri giovani volontari, maschi e femmine, all’interno di percorsi di riconciliazione (o se vogliamo di educazione alla pace) in aree di crisi/conflitto.
Nasce e si sviluppa dall’esperienza di Caritas italiana in interventi internazionali, molti dei quali resi necessari non d…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.