Buon anno! Buon inizio!
Cari abbonati, lettori e amici di “Missione Oggi”, abbiamo appena varcato la soglia di un nuovo anno. Vi auguro un buon inizio. Più che guardare indietro, alle tante cose contrarie dell’anno scorso, vi invito a guardate avanti, con fiducia, con speranza. Conforme il detto evangelico: “Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio” (Luca 9,62). Il contadino che guida l’aratro di solito non guarda indietro e neppure lontanissimo davanti a sé, ma al passo successivo che deve compiere. Ebbene, in qualità di nuovo direttore della rivista, volentieri vesto i panni del contadino evangelico – figlio di contadini io pure – che, senza lasciarsi imprigionare dal passato, guarda avanti, anche se non lontanissimo.
Ho appena ricevuto in consegna da p. Nicola Colasuonno l’aratro – tanto per restare nella metafora evangelica – per continuare l’aratura del vasto campo della missione. Anche a nome vostro e dei membri tutti del gruppo redazionale ringrazio p. Nicola perché, autentico figlio della terra pugliese, ha saputo guidare l’aratro di “Missione Oggi” con umanità, umiltà e libertà, anno dopo anno, mese dopo mese, per ben 50 numeri e 2.400 pagine. Colgo l’occasione per augurargli, anche dalle pagine della rivista, un buon inizio di lavoro all’Emi (Editrice missionaria italiana) di Bologna.
E che dirvi del nuovo inizio di “Missione Oggi”?
A capodanno si è soliti fare tanti buoni propositi, ma, ve lo dico senza ambasce, non aspettatevi grandi novità, anche perché le novità, quelle vere, hanno bisogno di tempo e discernimento. E poi, come dice il proverbio, “la via dell’inferno è lastricata di buoni propositi”. Non vorrei andare all’inferno troppo in fretta, promettendovi invano mari e monti. Lo dico anche a voi, non fate troppi buoni propositi in questo nuovo inizio d’anno, perché spesso lasciano il tempo che trovano. Sono, infatti, il prodotto delle nostre paure, delle nostre debolezze, delle nostre difficoltà, dei nostri peccati, più che la ricerca dell’amore di Dio, della sua misercordia, del suo perdono, della sua bontà e fedeltà.
Ma qualche piccola novità c’è fin dal primo numero del 2009. Due nuove rubriche fisse: la prima, “Parola e Missione”, curata da p. Fabrizio Tosolini (Taiwan), ci guiderà alla riscoperta della missione attraverso la Parola di Dio, quest’anno sulle orme di S. Paolo; la seconda, “Concilio e Missione”, curata da p. Franco Sottocornola e Maria De Giorgi (Giappone), ci accompagnerà alla riscoperta della medesima attraverso la memoria del Vaticano II. Nuova è anche la sezione “Un libro al mese”, che intende ragguagliarci su testi e documenti significativi concernenti la missione. Mi è sembrato urgente ripartire dalla Parola di Dio e dal Concilio per un giusto, oltre che doveroso, ressourcement della missione ad gentes in tempo di crisi di identità della stessa o almeno di un suo modello, quello degli Istituti missionari tradizionali, in fase di grande mutazione e trasformazione. Non mi dilungo sulle altre parti della rivista e sulla sua futura performance.
Come il contandino del Vangelo, non oso guardare troppo avanti. Mi accontento di un passo alla volta, numero dopo numero. Buon Anno! Buon inizio!







