Ancora sulla linea della rivista... senza polemica
Caro Mario, nel numero di MO di febbraio c’è una lettera di P. Augusto Luca che ti dà il benvenuto, nella speranza che tu dia una sterzata nella linea editoriale della rivista. Personalmente non sono entusiasta dell’idea da lui caldeggiata, ma non mi interessa, in questo momento, fare polemica.
Ciò che vorrei fare – e già ne ho parlato personalmente con lui – è una piccola precisazione circa quello che lui dice (o lascia intuire) a rispetto del comportamento dei vescovi latino-americani davanti all’idea di ordinare viri probati per il ministero sacerdotale.
Se ho ben capito – e lui stesso me ne ha data implicita conferma – P. Luca direbbe che il Papa (Paolo VI, penso) era incline ad accettare l’idea del sacerdozio dato a uomini sposati, ma i vescovi dell’America Latina (e dell’Africa) non ne avrebbero voluto sapere. Da quanto mi risulta, invece, le cose sono andate in modo ben diverso (anche se io qui, in Italia, lontano da una biblioteca decente e dal contatto diretto con vescovi che sanno le cose, non posso documentare).
Il braccio di ferro tra Vaticano ed episcopato latino-americano sulla questione viene da molto lontano, da prima di Medellín (1968), probabilmente se ne potrebbero trovare tracce nel Concilio (1962-1965). Comunque so per certo che Giovanni Paolo II arrivò a “sgridare come se fosse un ragazzino” un vescovo brasiliano che, in un momento informale di una riunione con vescovi, si azzardò a chiedere per l’ennesima volta un trattamento più flessibile dell’argomento. Tutto questo te lo dico non per rivangare il passato, ma a bene della verità. Ciao.
- P. SAVIO CORINALDESI, SX, Jesi (AN), 30 aprile 2009.
“NON CONDIVIDO LA NUOVA IMPOSTAZIONE”
Legittimo e coerente il vostro cambio di linea, anche se preoccupante e in parte prevedibile vista la “rotta” della nave, più a suo agio verso lidi tranquilli e appaganti ma al riparo dai venti della storia di oggi. Vi auguro ogni bene, ovviamente non condivido la nuova impostazione e mi riservo di decidere il “mio voto” al momento del rinnovo abbonamento.
- P. AGOSTINO ROTA MARTIR, Campo Nomadi, Coltano (PI).
MOLTO INTERESSANTE IL DOSSIER “MISSIONE DONNA”
Caro P. Menin, ho trovato molto interessante il dossier di marzo “Missione Donna”. È giusto e doveroso esaltare l’eroismo e la dedizione delle donne nelle Missioni: ben raramente esse lo fanno di se stesse. Vorrei segnalare ai lettori due libri molto significativi sull’argomento. Il primo è un’intervista a Suore Comboniane, degenti in una loro casa di cura.
Ne è risultato un quadro esaltante di donne eroiche che si sono consacrate con dedizione estrema e con tenero amore materno alla cura di malati e all’assistenza di poveri e oppressi nelle situazioni più disperate e spesso con una competenza e preparazione scientifica eccezionali. Il libro è: Daniela Maccari, Missionaria. Donna che va lontano. EMI, Bologna 2006. L’altro è intitolato Io sono nessuno. Vita e morte di Annalena Tonelli, San Paolo, Cinisello Balsamo 2004. Il titolo dice l’umile concetto di sé di una donna eccezionale, che ha consumato la vita per assiste re malati e poveri in Africa e ha finito per essere uccisa in Somalia. La sua testimonianza personale alle pp. 193-313 è appassionata e commovente. Buon proseguimento nel vostro prezioso lavoro.
- P. AUGUSTO LUCA, SX, Parma.
YUNUS, IL BANCHIERE DEI POVERI, FA DISCUTERE
Gentile Redazione, insegno storia e filosofia in un liceo scientifico della provincia di Monza e Brianza e per qualche anno mi sono occupata della rassegna di articoli della rivista “CEM Mondialità”; da diversi mesi seguo invece la rassegna di MO, che viene inviata ad una mailing-list tramite il Centro Saveriano di Desio. Apprezzo molto la vostra rivista e ho avuto anche modo di partecipare ad incontri sia con il precedente direttore, P. Colasuonno, sia con vostri collaboratori, invitati da amministrazioni comunali o associazioni presenti sul territorio.
Proprio perché vi leggo con interesse da tempo, vi scrivo per esprimervi lo sconcerto suscitato in me dall’analisi di due schede riguardanti il premio Nobel per la Pace 2006 Muhammad Yunus (di cui, tra l’altro, conosco l’autobiografia edita da Feltrinelli), inserite nel dossier del numero di aprile: alla prima, intitolata “Il microcredito: un importante ammortizzatore”, si contrappone a breve distanza la seconda, di tenore completamente opposto, intitolata “Tutto ciò che luccica...”, di Marcello Storgato, nella quale Yunus viene fatto oggetto di critiche estremamente pesanti e, a dire il vero, neppure documentabili nell’esiguo spazio di una pagina.
Pur premettendo che, in primo luogo per formazione intellettuale, sono una strenua sostenitrice del libero pensiero e della libertà d’informazione, mi permetto di osservare che simili interventi, contenuti nella medesima rivista, giustapposti tra loro e non adeguatamente argomentati, generano soprattutto confusione e sfiducia nel lettore. Cordiali saluti.
- ROSMARY MASPERO, Monza.







