ALLA VIGILIA DEI SUOI 96 ANNI / SHAKULWE K. JOSEPH È CONVINTO CHE UN "MONDO FRATERNO È POSSIBILE"
“Abbiate sempre la speranza di poter costruire un mondo nuovo”, ha detto papa Leone XIV parlando lo scorso maggio all’Università La Sapienza di Roma. Questa stessa idea è al centro del messaggio di Shakulwe Konda Joseph, un anziano del popolo Bashi di Bukavu, nell’Est del Congo RD, alla vigilia del suo 96° compleanno, celebrato nel mese di agosto. Per l’occasione, i suoi amici hanno organizzato un incontro di ringraziamento. Di seguito il messaggio di Shakulwe Konda Joseph, il cui pensiero sull’inculturazione del cristianesimo nella cultura del popolo Bashi è già noto ai nostri lettori e lettrici grazie ad una lunga intervista rilasciata a Teresina Caffi e pubblicata in tre puntate nella rivista (cfr. “Missione Oggi” 1-2-3/2024). Anche la redazione di “Missione Oggi” si unisce, con gratitudine, all’omaggio organizzato a Bukavu per Shakulwe Konda Joseph.
ALLA VIGILIA DEI SUOI 96 ANNI / SHAKULWE K. JOSEPH È CONVINTO CHE UN “MONDO FRATERNO È POSSIBILE”
SHAKULWE KONDA JOSEPH
SAGGIO CONGOLESE
BUKAVU, CONGO RD, LUGLIO 2026
Ringrazio quanti hanno deciso di conferirmi questo riconoscimento. Infatti, abbiamo camminato insieme, fianco a fianco, con tanti altri che continuano a farlo.
Ora, a 96 anni, visto che presto lascerò questa vita, è per me un onore che mi dicano “arrivederci” o riconoscano il lavoro fatto insieme. Ne sono felice. Anch’io riconosco il cammino fatto insieme. Sia benedetto Dio per questo, e per questo vi benedica ancora più abbondantemente.
Il lavoro fatto insieme rimarrà inciso nei cuori dei fratelli che ne hanno avuto conoscenza; è un insegnamento che dobbiamo diffondere il più possibile. Stiamo promuovendo l’inculturazione del messaggio rivelato. È attraverso l’esperienza vissuta di questo messaggio divino che Dio vede come abbiamo operato per unire le civiltà.
[...] Dio vuole che costruiamo un mondo nuovo, più coeso e fraterno, dove le persone lavorano insieme; un mondo in cui il leoncello e l’agnello bevono la stessa acqua, dalla stessa sorgente. Lo chiede Dio stesso: “Andate nel mondo, create un mondo migliore per tutti, per la felicità di tutti!”.
Dio ci ha affidato una missione e dobbiamo farcene carico, tutti. È ciò che abbiamo cercato di fare: noi, voi e tutti coloro che vengono nel Bushi, in Congo RD, in Africa: tutti condividiamo la stessa chiamata divina. Pertanto, unire le culture, promuovere l’interculturalità, è per noi un imperativo quotidiano.
L’inculturazione del messaggio rivelato è la chiamata rivolta alla Chiesa per una evangelizzazione nuova: dobbiamo impegnarci in tal senso. Abbiamo fatto tutto quel che potevamo fare insieme e confidiamo che altri porteranno avanti l’opera iniziata.
[...] Le meraviglie di Dio continuano a manifestarsi in terra congolese, in particolare nel Bushi. Ciò che voi e i vostri collaboratori avete realizzato ha un impatto concreto: le persone che leggono i vostri scritti, le nostre interviste, comprendono che siamo tutti in cammino verso la felicità che Dio ci sta preparando.
Operiamo nel mondo per unire le culture, e il lavoro che svolgete per diffondere questo messaggio costituisce una testimonianza magnifica.
Rivolgo dunque un sentito ringraziamento a Dio, a voi e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa convivialità delle culture. Confido che anche coloro che verranno dopo di noi esprimeranno la loro profonda gratitudine, affinché Dio possa regnare tra noi e ovunque. Ogasinga bwenene! Oli mtu mwinja! Grazie.







