UN NUOVO CARDINALE PER L’AFRICA / L’ARCIVESCOVO DI KINSHASA
Sabato 5 ottobre 2019, papa Francesco ha creato 13 nuovi cardinali tra i quali l’arcivescovo di Kinshasa Fridolin Ambongo Besungo. Classe 1960, entrato nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, ha emesso i primi voti religiosi nel 1981. Ha studiato Teologia morale a Roma ed è stato ordinato prete nel 1988. Per un anno ha fatto il parroco, poi ha insegnato Teologia morale per 10 anni, essendo anche provinciale del suo Ordine in Congo RD. Nominato vescovo di Bokungu-Ikela, nella nuova provincia di Tshuapa, il 22 novembre 2004 da Giovanni Paolo II, il 25 marzo 2016 viene trasferito da papa Francesco nell’arcidiocesi di Mbandaka-Bikoro prima come amministratore e poi come arcivescovo. Il 6 febbraio viene affiancato al card. Laurent Monsengwo come coadiutore dell’arcidiocesi di Kinshasa e, dopo le dimissioni di quest’ultimo, il 1° novembre diventa arcivescovo. È stato presidente della Commissione Giustizia e Pace e ha diretto la Commissione episcopale sulle risorse naturali del paese. Sono le Commissioni che producono i dossier più scottanti del paese africano. Attualmente è anche vice presidente della Cenco (Conferenza episcopale nazionale del Congo).
Conosciuto per il suo parlare franco, ha giocato un ruolo chiave nei negoziati che hanno portato al famoso accordo di San Silvestro (31 dicembre 2016) per la pacificazione del paese. La sua nomina ad arcivescovo di Kinshasa è stata accolta unanimemente dalla classe politica congolese. Ne è prova la delegazione congolese in Vaticano, per il concistoro che ha creato i nuovi cardinali, composta da più di 200 persone, tra cui il presidente Tshisekedi, membri della maggioranza presidenziale e persino il presidente non eletto Martin Fayulu. Il nuovo cardinale testimonia anche così il suo carisma unificatore del paese.
In un’intervista rilasciata a Radio France International (RFI), Fridolin ha affermato di ritenere la sua nomina cardinalizia come un segno di riconoscimento per l’orientamento pastorale di tutto l’episcopato congolese, che ha scelto di stare dalla parte del popolo che soffre. Ma anche un messaggio per tutta l’Africa, nel senso di indicare la vicinanza al popolo che soffre come direzione di marcia di tutta la Chiesa in Africa.
Il nuovo cardinale ha manifestato il suo appoggio all’azione del Clc (Comitato laico di coordinamento), che il 19 ottobre prossimo intende organizzare in tutto il paese una grande manifestazione contro la corruzione generalizzata, ritornata alla ribalta con l’affare di 15 milioni di dollari spariti dalle casse dello Stato qualche settimana fa. Inoltre, il neo cardinale ha affermato di essere convinto che il Sinodo per l’Amazzonia permetterà di parlare anche della situazione della foresta equatoriale del bacino del Congo perché sta subendo gli stessi abusi e la stessa distruzione.







