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Tavernerio: 28 ottobre-5 novembre

Dopo un meritato shabbat di riposo, domenica 27 ottobre di buon mattino, alle 5.00, il gruppo si spostato ad Assisi, nella Casa di accoglienza “S. Elisabetta d’Ungheria”, in Piazza  Vescovado 5  (davanti alla chiesa della spogliazione di S. Francesco) per seguire gli Esercizi Spirituali dettati dal p. Germán Arana Beorlegui, gesuita spagnolo. Lungo il viaggio ci ha raggiunto la triste notizia della morte di p. Eugenio Melandri.

P. Germán ha diretto gli Esercizi Spirituali secondo il metodo ignaziano, concentrando le quattro settimane del cosiddetto “Mese Ignaziano” in una. Ogni giornata era articolata in quattro momenti o “Esercizi” (un’ora di preghiera personale nel luogo scelto dall’esercitante: camera, cappella oppure un luogo di Assisi che aiutasse a meditare e contemplare meglio i punti offerti dal direttore). Ogni giorno p. Germán offriva anche una “istruzione sul discernimento spirituale”. Per chi voleva il quarto “Esercizio” della giornata poteva essere svolto nella cappella della casa davanti al Santissimo Sacramento esposto. Dopo cena, il direttore presentava i punti per la meditazione e la contemplazione del primo “Esercizio” dell’indomani. La Compieta e l’Esame di coscienza si facevano in privato prima di coricarsi.

Il primo passo degli Esercizi è stato riconoscere il proprio peccato. S. Ignazio faceva meditare su casi concreti e storici di peccato per poi far riflettere l’esercitante sul suo peccato personale. Lo scopo è quello di sperimentare come il peccato diventa il luogo dove il Signore vuole incontrarmi. Comincia a cambiare la percezione di sé stessi. E il peccato non è più un luogo di vergogna, ma di salvezza. Il secondo passo è stato contemplare la vita di Gesù per “conoscerlo sempre più e conoscendolo, amarlo e amandolo, seguirlo”. Il terzo passo è stato accompagnare Gesù nella sua passione e nella sua morte per prendere coscienza della sua logica di salvezza radicale, priva di condizioni e di ripensamenti. È il momento della conferma della mia decisione di seguirlo ovunque, come missionario. Il quarto ed ultimo passo è stato far memoria di tutto il bene ricevuto, percependomi come creatura nuova pronta a seguire il Signore, consapevole che, anche come missionario, posso ritornare in ogni momento alle tappe del cammino fatto per riattingere energia. Ognuno è stato invitato ad essere contemplativo nella propria azione missionaria. Più sarò contemplativo e più sarò missionario.

Sabato 2 novembre, dopo la celebrazione eucaristica conclusiva degli Esercizi, il gruppo è ripartito per Tavernerio, dove è arrivato con un po’ di ritardo, dovuto ad un controllo del pullman da parte della polizia stradale sulla superstrada Perugia-Cesena.

Domenica 3 è stata trascorsa in tranquillità, in compagnia di altri due membri della Direzione Generale, che nel frattempo sono venuti a Tavernerio per partecipare agli ultimi giorni del CFP: pp. Mario Mula (vicario generale) e Javier Peguero Pérez (consigliere generale). Lunedì 4 è stato interamente speso nella verifica e valutazione del CFP, anche con la partecipazione nella mattinata dei membri della Direzione Generale. La giornata è stata conclusa con la celebrazione eucaristica di ringraziamento, presieduta da p. Fabiel Kalehezo T’Chiribuka, insieme con la comunità saveriana di Tavernerio. Ogni partecipante ha portato all’offertorio un segno-simbolo dell’esperienza fatta ne “i50giorni”. Martedì 5, dopo pranzo, il gruppo si è spostato a Parma per celebrare insieme ai confratelli là convenuti la festa del fondatore S. Guido M. Conforti, con le professioni perpetue di tre studenti della Teologia Parma.


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