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In Giappone, la pandemia coronavirus è in lento ma crescente divenire. Le statistiche ufficiali (30 marzo) parlano di circa 1.900 casi sparsi nelle diverse Prefetture con percentuali di maggiore o minore concentrazione (oltre ai 712 sulla sfortunata nave da crociera Diamond Princess). I dati sono in continua evoluzione: Hokkaido 176; Aichi 164; Tokyo 430, ma ha già dichiarato alcune zone rosse; Osaka 208, Hyogo 131, Kanagawa 116. Di fatto, però, ogni giorno vengono annunciati nuovi contagi in zone finora non contaminate. Il numero dei morti, riportato dalle Prefetture locali, è di 56 persone (altri 10 a bordo della Diamond Princess). Non è, tuttavia, chiara né la percentuale dei casi asintomatici né il rischio reale di una improvvisa impennata del virus. Per ora, la vita sembra continuare normalmente – soprattutto in alcune zone del sud-ovest, come il Kyushu e le isole meridionali, dove i casi sono ancora rari. È stato bloccato l’ingresso nel paese a visitatori provenienti da paesi europei come Italia, Spagna, Svizzera… Il primo ministro Shinzo Abe ha recentemente annunciato la decisione di posticipare al 2021 le Olimpiadi di Tokyo.

Sul fronte ecclesiale, le Diocesi hanno dato delle normative per limitare incontri di gruppi e celebrazioni. Ad esempio, il 10 marzo scorso l’arcivescovo di Tokyo, mons. Kikuchi ha emanato delle misure precauzionali per l’intera arcidiocesi dove sono state sospese le messe pubbliche dal 15 al 29 marzo. In un successivo comunicato del 23 marzo ha ribadito le stesse norme, specificando che la liturgia della Settimana Santa sarà interdetta al pubblico. Resta l’avvertenza di prendere necessarie precauzioni in caso di matrimoni e funerali; l’invito a sospendere altre iniziative di gruppo; la proposta di seguire in video streaming le liturgie domenicali Anche l’arcidiocesi di Osaka, che già aveva sospeso le celebrazioni eucaristiche fino alla fine di marzo, ha rinnovato la norma fino al 4 aprile, lasciando la possibilità di celebrare il Triduo Pasquale se la situazione generale dovesse migliorare e le condizioni dovessero permetterlo. È quanto ci auguriamo: che questa pandemia sia presto debellata non solo in Giappone ma in tutto il mondo.



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