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CONGO RD / I VESCOVI RICHIAMANO PARLAMENTARI E SENATORI AI LORO DOVERI

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La Chiesa cattolica del Congo RD non perde occasione per ricordare alla classe politica le priorità del paese. Prima che l’Assemblea nazionale riprendesse le sue attività, il 15 settembre, il segretario generale della Cenco (Conferenza episcopale nazionale del Congo), l’abbé Donatien Nshole ha reso pubbliche alcune raccomandazioni a deputati e senatori della Conferenza dei vescovi, in occasione del suo incontro di settembre. Eccole:

1. adottare leggi giuste, che garantiscano il reale svolgimento delle elezioni e assicurino il controllo delle relative spese;

2. dare seguito alle profonde aspirazioni del popolo e non votare leggi contrarie al bene del popolo;

3. mettersi realmente al servizio della gente, per votare in tempi utili leggi che promuovano la democrazia e non interessi di parte. In quest’ottica, la revisione della legge elettorale per depoliticizzare la Ceni (Commissione elettorale nazionale indipendente) è più che necessaria;

4. vigilare affinché la maggioranza parlamentare non abusi della sua “maggioranza” per far passare leggi sfavorevoli allo sviluppo della democrazia;

5. controllare senza compiacenza i membri del governo e chi occupa incarichi statali;

6. non modificare la Costituzione d’accordo con interessi personali o di partiti politici, in particolare per quanto riguarda le modalità degli scrutini;

7. essere sensibili alle pene, sofferenze e aspirazioni della gente, mettendosi in ascolto delle forze vive del paese in modo da iniziare le riforme necessarie per il consolidamento della democrazia;

8. rispettare le disposizioni previste dal regolamento dell’organizzazione dell’opposizione a livello dell’Assemblea nazionale;

9. vigilare sull’unità del popolo congolese, per sbarrare la strada a qualsiasi maggioranza o minoranza che tenti di prendere in ostaggio il nostro paese ipotecandone il futuro, con sotterfugi politici.

Queste raccomandazioni danno voce a tutte le organizzazioni del paese preoccupate per il buon governo del paese, come il Casc (Collettivo di azioni della società civile), che riunisce molte organizzazioni della società civile. Si muovono in questa direzione anche i rappresentanti dell’opposizione nell’Assemblea nazionale, che chiedono un “rapporto” sulle attività di controllo dello svolgimento delle elezioni del 2018, attività previste tra i compiti della Ceni, ma finora mai eseguite. Anche per questo, la candidatura di Ronsard Malonda come presidente della Ceni, seppure approvata dalla Commissione dell’Assemblea nazionale, non ha ancora ricevuto il benestare del presidente della Repubblica, per il quale la nomina non soddisfa una serie di condizioni.



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