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SCOPERTA. IMPEGNO. LUCE.

SCOPERTA. IMPEGNO. LUCE.

Ore 2 di notte (italiane). Mi giro e rigiro nel letto e non riesco a dormire. All'inizio, appena tornata, imputavo la colpa al jet lag, ma ora non può più essere. Ora lo chiamo solo "effetto Thailandia". Perché questo è quello che mi ha fatto: mi ha tolto il sonno, mi sta facendo vivere in una bolla. Non credo di essere tornata totalmente.
Mi sento incastrata tra là e qua e con la prospettiva di tornarci a breve per un tempo più lungo è ancora più difficile riemergere dalla nebbia che mi avvolge dal mio "ritorno".
Che cosa è stata per me questa esperienza.
Rifletto su questo e mi ascolto.

È stata DIFFICOLTÀ, COMPRENSIONE, ADATTAMENTO, BISOGNO, DIVERSITÀ, CASA, MANCANZA, COMUNICAZIONE, COMUNIONE, LINGUAGGIO, CORAGGIO, FORZA, ESSENZIALITÀ, ENERGIA.
Queste sono solo alcune delle parole che ho usato, durante la condivisione insieme, per riassumere il vissuto alla fine di ogni giornata.

Se dovessi sintetizzare tutto, per me questa esperienza è stata SCOPERTA, IMPEGNO e LUCE.
SCOPERTA di me stessa, dei miei limiti e di quelle rigidità che non pensavo e non sapevo di avere fino a che non sono arrivata qui. Scoperta di una cultura diversa e, per molti aspetti, così lontana dalla nostra. Scoperta di modi di vivere e di situazioni che noi neanche immaginiamo fino a che non varchiamo SCALZI le soglie delle loro case (il che spesso è un eufemismo per definire le baracche). Scoperta di quanta bellezza può nascondersi dietro un sorriso, un saluto, una stretta di mano, un abbraccio inaspettato di un bambino.
Scoperta di persone che ogni giorno si prodigano per gli altri, che dedicano la loro vita a fare questo con forza e coraggio, con il sorriso e l'apertura mentale dell'accoglienza verso l'altro.
Scoperta del fatto che l'altro non è solo il povero che ha fame o il bambino che necessita di istruzione ma che l'altro siamo noi che arriviamo fieri e baldanzosi dai nostri comfort ed entriamo nelle case delle persone credendo di poter fare la differenza.

IMPEGNO per superare quei miei limiti che avrebbero potuto rallentarmi nel vivere serenamente il quotidiano, impegno nel tessere relazioni con i miei compagni di viaggio anche nei momenti in cui sarebbe stato più facile rimanere nei confini della propria comfort zone, impegno nell'accettare che nel 2022 ci sono bambini che ancora non vanno a scuola, anziani abbandonati, giovani fermi a letto solo perché non possono permettersi della semplice fisioterapia, famiglie che vivono in baracche fatiscenti dove intorno l'immondizia la fa da padrona. Impegno nell'accettare che per quanto ci impegniamo non potremo cambiare le cose, men che meno il mondo, impegno nell'accettare che le nostre possibilità sono limitate e impegno perché anche se noi crediamo sempre di poter fare meglio, dobbiamo fidarci ed affidarci all'operato di chi è lì da molto più tempo di noi.

Infine posso dire, senza sentire la necessità di dare troppe spiegazioni, che questa esperienza è stata per me LUCE.
Una luce che spesso mi è stata letta brillare negli occhi da chi operava vicino a me e che è stata captata dalle persone a me care perfino da casa guardando le semplici (e pochissime) foto che inviavo.
Ed è proprio questa LUCE quella che spero continui a brillare dentro di me, nel mio ritorno in Thailandia questo autunno. Luce che spero mi accompagni per tutti e tre i mesi della mia permanenza e che continuerò ad alimentare, giorno dopo giorno, con le parole di questa esperienza.


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Pubblicato
13 Settembre 2022
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