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una vacanza al servizio degli altri...

una vacanza al servizio degli altri...

Donando la sua vita per gli altri si riceve tanto...

Da un po' di anni gli studenti della comunità della teologia di Parma fanno un mese di esperienza estiva nelle comunità in Italia. Dal 6 al 26 Luglio Ardin e Francis hanno fatto questa esperienza facendo servizio nel centro Caritas ad Ancona. È stata un’esperienza molto bella, hanno “lavorato” in tre posti diversi.

Al centro della Caritas. Ci siamo impegnati come volontari accompagnando dei giovani migranti che sono rimasti a casa sia perché non sono andati a lavorare o perché non hanno trovato un lavoro. In questa casa abbiamo incontrato una ventina di giovani provenienti da diversi Paesi, Camerun, Nigeria, Senegal, Bangladesh ecc. Praticamente non c’era tanto da fare, visto il numero dei volontari. Comunque ci siamo resi disponibili in cucina, abbiamo dedicato molto tempo per dialogare con loro.

All’inizio non è stato facile, però siamo riusciti a fare amicizia con loro. Nel centro della Caritas, abbiamo incontrato diversi giovani italiani che facevano servizio; giovani desiderosi di dare  il loro tempo per chi è nel bisogno.  La cosa ci è sembrata molto interessante perché i giovani che lavoravano con noi non sono “molto cristiani” oppure sono “cristiano anonimi” come afferma K. Rahner. Di fronte a quei giovani che dedicano un pezzo della loro vita al servizio dei giovani come loro, ci sono sorte tante domande tra quale, cosa significa la carità? Per noi cristiani è chiaro che la carità è uno degli aspetti importanti per realizzare la nostra fede.

Vedendo quei giovani, ci si chiedeva : Che cosa vuol dire essere credente in Dio o missionario o cristiano in una realtà tanto complessa come quella di oggi? E noi missionari saveriani, quali disposizioni d’animo abbiamo davanti a questa realtà?

Il secondo luogo d’impegno è stato la mensa dei poveri fondato da padre Guido, un francescano. Che cosa abbiamo fatto? In questa casa abbiamo aiutato alla preparazione del pranzo ad asportare perché da quando c’è il virus, le mense dei poveri hanno cambiato il modo di aiutare le persone che vi accedono; il refettorio è stato chiuso, quindi tutto è da portare. Ogni giorno venivano quasi cento persone, per la maggioranza immigranti musulmani e pochi italiani. La mensa è gestita dalle suore e i volontari sono pochi. 

Il terzo ambito è stato l’Emporio della solidarietà. Qui abbiamo trovato un negozio/mercato dedicato alle persone più bisognose.  Le famiglie venivano a prendere il cibo necessario per il proprio nucleo familiare; Ogni persona ha 100 punti a persona. I Punti sono il denaro che serve per fare la spesa, ad esempio, il riso 15 punti, pomodoro 5 punti, l’acqua 5 punti.

Questa esperienza ci ha fatto riflettere sul nostro carisma come missionario. La lettera della Direzione Generale ai Confratelli in occasione dell’anno giubilare saveriano 2020-2021, ci ricorda Come saveriani, non siamo nati per aiutare a “conservare” la fede dei cristiani, ma per annunciare il kerygma a tutte le persone che finora non hanno avuto la possibilità di ascoltarlo, e dunque nel fondo dei loro cuori l’aspettano ( Quaderni 114 pag.23-24). Questa frase deve essere il motore che spinge tutti i cristiani ma soprattutto noi saveriani.

Scritto da Ardin e Francis


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Pubblicato
01 Settembre 2020
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