Zoti tebe kof! Dio ti benedica, in albanese

[dal sito Missionarie Saveriane] *
Dal 13 al 25 agosto scorso sono stato in Albania con un gruppo di giovani di cui 7 erano di Salerno. Trascrivo qui sotto due righe che ho composto per raccogliere il mio stato d’animo:
“Musica a festa nel pulmino argentato, silenzio tombale nella prigione di Scutari. Risate sonore col bicchiere tentennante, sapore di lacrime alle parole di suor Gange.
Non sono abituato a emozioni così forti, mi sono chiesto se stavo bene o avevo la febbre. Mi succede così quando la "passione dell'uomo" si risveglia nel mio cuore. E di colpo mi ritrovo più vicino ad ogni sofferenza, ad ogni persona diminuita nella propria integrità, nella propria dignità.
Maria Tuçi è una giovane scuterina che rifiuta di diventare la dama di compagnia del colonnello comunista il quale le promette: "la tua famiglia non ti riconoscerà". La chiude nuda dentro un sacco di liuta in compagnia di un gatto e dà ordine alle milizie di battere i due. La povera è presentata alla famiglia la quale dice: "non è nostra figlia", "tanto era sfigurata per essere d'uomo il suo aspetto", Is 52,14.
Immergono la testa di un prete nella fossa e gli dicono: "se sei un vero albanese dì: Gesù non esiste" e lui grida: "sono albanese: Gesù è re".
42 persone, fedeli a Cristo che prima di morire trovano la forza di sussurrare: "perdono", dopo giorni di terribile tortura.
Questa è solo una delle testimonianze ascoltate durante gli 11 giorni di viaggio missionario dei giovani del gruppo saveriano. Giovani che hanno vissuto a stretto contatto con altrettanti giovani albanesi pieni di vita e di voglia di amare.
Accompagnati dai padri: Andrea Gamba, Carlo Salvadori e suor Laura Littame' sono stati accolti e letteralmente portati per mano da una trentina di animatori albanesi dei quartieri periferici di Tirana: Bathore e Kassal.
Al termine dell'esperienza una giovane ha detto:
"il confronto con persone diverse da me mi ha portato a mettere in discussione tutta la mia vita: che cosa è importante e cosa no?".
Un giovane di Salerno dice: "Abbiamo vissuto un tempo di qualità, ed ora siamo sulla porta, non dobbiamo tornare indietro, dobbiamo uscire per portare agli altri la ricchezza del dono che abbiamo ricevuto".
Questo dono si chiama AMICIZIA, proprio come il tema del campo missionario 2019: “Costruiamo l’amicizia”. Per san Tommaso l’amicizia è la condivisione dell’amore gratuito (carità). “Con i giovani albanesi sembrava ci conoscessimo da una vita” hanno ripetuto in coro i giovani italiani che hanno lasciato casa, vacanze al mare e amici per portare il loro cuore in questa terra calda ed accogliente.
Mirupafshim! arrivederci al prossimo anno per crescere nel nostro desiderio di amare e di costruire ponti di pace.
Cari amici, non vi nascondo la soddisfazione nel vedere che la missione ha ancora qualcosa da dire ai giovani italiani. "Il frutto dell’amore è la missione". Spero che a partire da questa esperienza sempre più giovani, di Salerno, possano appassionarsi dell’uomo, servirlo, amarlo, affezionarsi.
Un caro saluto e a presto.
Zoti tebe kof! Dio ti benedica, in albanese.




