UNA VACANZA BENEFICA E BELLA

Visita suoi i passi di san Giuseppe Freinademetz, missionario verbita in China
Come di consueto, la nostra comunità di Teologia Internazionale di Parma si reca ogni anno a Molveno (Trento): per fare un po’ di vacanza e recuperare le energie per iniziare l'anno più carichi di forze e coraggio.
Durante questo periodo di vacanza, visitiamo posti significativi per noi: una chiesa, un santuario che possano ravvivare e fortificare la nostra fede e soprattutto la nostra vocazione missionaria.
Quest’anno siamo andati ad Oeis in Val Badia (provincia di Bolzano, Trentino - Alto Adige), per conoscere una figura molto importante, San Giuseppe Freinademetz, sacerdote, religioso Verbita. Egli è stato missionario in Cina, dove si è dedicato per quasi 30 anni all’attività apostolica e missionaria.
Quando siamo arrivati in questa piccola cappella per la Celebrazione, siamo stati accolti da un piccolo gruppo di Signore che pregavano il Rosario nella lingua locale (ladina). Si tratta di una cappella semplice, il soffitto è fatto di legno: ha un aspetto molto familiare, è un luogo che trasmette una pace interiore e vi si "respira" la missione. Un po’ alla volta, sono arrivate anche alcune persone della zona: ma soprattutto i pellegrini, che venivano dalla montagna per fare una sosta e recitare una preghiera. Anche loro si sono fermati per la Celebrazione: così, la cappella è stata riempita dai fedeli.
Nonostante il fatto che la sua casa natale sia oggi diventata una meta per molti pellegrini (vi si trova una semplice cappella sobria), in questo luogo di culto e di preghiera si "respira" la missione. Si tratta di un luogo importante, dove si possono incontrare diversi popoli, che desiderano pregare e ringraziare il Signore per le sue meraviglie.
I pellegrini arrivano in Val Badia dall’Italia, dall’Austria e dalla Germania.
Per noi missionari saveriani è stata molto significativa questa visita, che ci ha permesso di conoscere da vicino la storia del grande missionario San Giuseppe. Un uomo che si è distinto per le sue doti legate alla testimonianza e alla preghiera constante. Ha affrontato la sua vita con un grande zelo pastorale missionario, superando delle difficoltà di ogni tipo: linguistiche, ma anche culturali (è stato perseguitato, come tutti gli altri missionari). Questa visita al santuario di San Freinademetz ci ha fatto ricordare le origini della nostra famiglia missionaria, ovvero della nostra congregazione. Il nostro fondatore, San Guido Maria Conforti, aveva proprio questo grande desiderio di partire per la Cina come missionario, ma la sua salute non gli ha permesso, però questo sogno è rimasto dentro al suo cuore. Perciò, ha fondato la nostra congregazione missionaria: con il nobile scopo di “fare del mondo una sola famiglia”.
Abbiamo concluso il nostro pellegrinaggio ad Oeis con una Celebrazione Eucaristica presieduta da P. Mauro Loda, rettore della comunità di Teologia di Parma, insieme ai nostri confratelli saveriani e ad alcuni padri Verbiti (responsabili del Santuario di San Giuseppe Freinadenmetz).
- È stato veramente un grande dono questa visita, per poterci rendere ancora una volta conto dell’universalità della nostra Chiesa Cattolica. Dobbiamo ricordarci che non siamo mai da soli: perché la missione è vita, ma anche la bellezza di andare oltre.
- “È un mandato che ci tocca da vicino: io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzato, battezzata è una missione” (Papa Francesco)




