Un padre ama profondamente ciascuno dei suoi 62 figli ...

Siamo giunti alla metà del nostro viaggio e ci troviamo a Um Phang, un villaggio remoto tra le montagne, al confine con il Myanmar.
Qui siamo ospitati da Padre Alessio, un missionario Saveriano che ha scelto di dedicare la sua vita all’accoglienza e al sostegno di 62 bambini e bambine, costretti ad abbandonare le loro case in Myanmar a causa della lunga guerra civile.
La realtà che Padre Alessio ha costruito è orientata a garantire un futuro a questi bambini, offrendo loro innanzitutto l’opportunità di andare a scuola e ricevere un’istruzione. Ma non solo: vivono in un ambiente sereno, fatto di relazioni sincere, momenti di gioco e svago, responsabilità condivise e momenti di preghiera.
Il suo impegno si estende anche alle famiglie che si sono convertite al Cristianesimo, che visita regolarmente per portare loro la Comunione. Inoltre, dedica parte del suo tempo all’insegnamento dell’inglese in alcune scuole della zona.
Durante questa settimana, abbiamo avuto la possibilità di affiancarlo nelle sue attività: al mattino insegnavamo inglese in alcune scuole o andavamo a visitare gli abitanti del villaggio; a volte, ci dedicavamo anche alle faccende quotidiane della comunità. I pomeriggi li trascorrevamo con i bambini, giocando insieme fino all’ora di cena. Dopo cena, e un breve momento di preghiera, organizzavamo altre attività ricreative per accompagnarli fino all’ora di dormire.
La settimana è volata. In ogni attività abbiamo messo tutto il nostro impegno, ma soprattutto abbiamo ricevuto molto: gratitudine, gentilezza e accoglienza, visibili nei sorrisi e nei gesti di tutti i bambini della “Casa Saveriana”.
Ci siamo sentiti talmente a casa che lasciarli è stato difficile. Ma partiamo con la consapevolezza che sono in un luogo sicuro, sereno,
e sotto la premurosa guida di Padre Alessio che, come un padre, ama profondamente ciascuno dei suoi 62 figli.




