Ridere e sorridere ...

Continuiamo a condividere con voi l'esperienza vissuta con i giovanissimi durante l'ultimo campo estivo intitolato D-segno, svolto dai saveriani dal 8 al 14 luglio scorso. Ecco il primo.
Il primo giorno abbiamo affrontato il tema del discernimento insieme a don Roberto e i ragazzi della pastorale giovanile di Salerno. Il don ci ha raccontato la storia di Sara, una ragazza che aveva un problema, ovvero rideva, ma non sorrideva. Spiegandocene la differenza: si ride di qualcosa a noi esterno, si sorride, invece, quando si ha una pace interiore. Sara inoltre non si fidava di nessuno e un giorno decise di buttarsi giù. Ma riuscì a sopravvivere e prese quest’esperienza come una rinascita, da lì iniziò a fidarsi delle persone. Questa scelta, il fidarsi, è fondamentale ed è suddivisa in tre “livelli”: fidarsi, affidarsi e confidare.
Come laboratori abbiamo fatto tre giochi:
Il primo gioco era una bugia e due verità, dopo abbiamo disegnato su un foglio, una maschera che noi indossiamo in un qualsiasi luogo.
Per quanto riguarda il secondo gioco invece ci siamo messi in fila indiana e dovevamo disegnare su un foglio che si trovava alle spalle della persona davanti, questo stava a simboleggiare come le altre persone condizionino le nostre scelte e progetti.
L'ultimo gioco invece riguardava l'uso inadeguato che facciamo di alcune parole, che sembrano sinonimi ma che hanno significati diversi, come innamoramento o cotta.
Il pomeriggio abbiamo scelto un oggetto che significasse qualcosa per noi, per poi riuscirci nei gruppi e usare gli oggetti di tutti per creare una rappresentazione che avesse senso, dimostrando che da un oggetto singolo, se messo in comunione con altri, diventa qualcosa di bello e creativo.






