Entrare con rispetto nella vita dell’altro

“Togliti i sandali Mosè perché stai su un suolo santo.
Togliti i sandali, perché quella che vedi è una manifestazione di Dio.
Togliti i sandali, perché chi ti sta parlando è Dio stesso,
Togliti i sandali, stai scalzo, spogliato, indifeso davanti a Dio, perché Lui che è l’Immenso, il Creatore, il Dio che ha fatto il cielo e la terra si è abbassato fino a te, ha preso una forma per rendersi visibile a te, ti parla con una voce che tu possa comprendere.”
Il 30 maggio 2023 abbiamo avuto l’occasione, durante il nostro incontro, di ascoltare la testimonianza di Beatrice, missionaria che ha svolto l’esperienza in Thailandia nel 2022 e che è poi tornata in quel luogo per altri tre mesi, e di Suor Antonella.
Con loro, abbiamo parlato di che cosa significasse realmente il “togliersi le scarpe”.
Ci siamo resi conto che Mosè può essere il nome di tutti noi e abbiamo capito che togliersi i sandali significa simbolicamente spogliarci di ciò che ci tutela e disporsi alla conversione che avviene nell’incontro con l’altro.
Con questa predisposizione interiore, ci siamo poi messi in ascolto di Beatrice.
Lei ci ha raccontato di come dopo un mese e mezzo dal ritorno dall’esperienza di tre settimane in Thailandia, ha sentito il bisogno di ritornare per altri 3 mesi, per i legami che si erano creati con le persone e per la grande diversità tra la realtà thailandese e quella italiana.
L’esperienza in gruppo e quella da sola sono state diverse. Beatrice ci ha spiegato che il gruppo le ha dato molto coraggio nel creare legami, nella lingua e nella rielaborazione delle giornate. Quando è tornata da sola, invece, è stato difficile inizialmente ambientarsi ma è arrivata poi a sentirsi a casa e i tre mesi vissuti in Thailandia sono stati ricchi di incontri e di scambio. Attorno al tavolo, durante il momento della cena, infatti, si è trovata ammirata dalla ricchezza della condivisione tra persone di nazionalità diverse che cenavano e comunicano insieme.
Beatrice ha voluto sottolineare poi un aspetto importante rispetto le baraccopoli: pur non essendoci mai stata prima, non ha mai avuto la percezione di sentirsi in pericolo; ha sempre invece trovato un’apertura, un’accoglienza silenziosa soprattutto da parte delle persone anziane che sentivano il grande bisogno di parlare e avere qualcuno che si ricordasse di loro.
Questa giovane missionaria ha donato il suo tempo ma ha ricevuto grandi doni a livello culturale e personale. Ci ha raccontato di come ha sentito Dio molto più forte rispetto che a casa e di come le siano rimaste impresse le messe fatte scalzi intorno ad un tavolino invece dell’altare.
La sua testimonianza si è poi conclusa con il suo augurio per noi partenti di farsi tante domande e di vivere la bellezza del gruppo, partendo mentalmente leggeri, senza aspettative e con semplicità.
Suor Antonella si è collegata a questo augurio per poi ricordarci alcuni aspetti culturali della Thailandia, focalizzandosi su come il togliersi le scarpe sia un simbolo di rispetto fondamentale nella cultura thailandese e del fatto che i piedi e la testa abbiano una connotazione molto diversa dalla nostra in quanto disposti vicino alla terra (i piedi) e al cielo (testa).




