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Le sfide del dialogo interreligioso.

Il 19 novembre scorso, per la IV giornata del dialogo interreligioso, si è tenuta a Salerno una conferenza sul tema, “Vincere i pregiudizi per costruire la pace”. All'incontro hanno partecipato varie realtà della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno. Ero presente anch'io, in rappresentanza dei laici saveriani e con il ruolo di moderatore. All'iniziativa hanno aderito anche i missionari saveriani, tra i promotori principali.

All'inizio è stata accesa una candela, simbolo che questi cammini di dialogo interreligioso rappresentano una luce per entrambe le comunità, cristiana e musulmana, nel percorso di un'integrazione sincera, bella, piena di relazioni e capace di allontanare ogni paura.

Un confronto aperto

Durante l'incontro, i rappresentanti della comunità musulmana hanno sottolineato il desiderio di lavorare sulla strada di un'integrazione duratura, basata sullo spirito di accoglienza reciproca che è - come essi hanno sostenuto - una caratteristica della cultura islamica. C'è la voglia di continuare questo cammino di confronto. Rimane forte anche la condanna di ogni terrorismo. La violenza, infatti, non può macchiare l'intero mondo islamico.

I rappresentanti cristiani hanno messo in risalto che il confronto deve basarsi sulla verità, sul rispetto e sul desiderio di costruire un unico mondo di pace e di armonia, senza cancellare le proprie identità. L'auspicio è che si possa favorire ovunque la possibilità di vivere e di manifestare liberamente la propria fede.

Purificare la memoria

L'incontro tra uomini e donne di diverse fedi e culture, però, non può ridursi a uno strumento per esorcizzare le paure. Dobbiamo augurarci che questi incontri portino gioia e sappiano andare oltre la tolleranza e l'affettività. Perchè ciò possa avvenire è importante che le comunità si aprano e si lascino contaminare . I “laboratori” del dialogo interreligioso sono momenti in cui si incontrano uomini e donne di fede. È per questo, che l'incontro interreligioso deve essere soprattutto un confronto teologico che favorisca l'incontro vero e sincero con Dio.

Un'ulteriore tappa di tale cammino deve comprendere una purificazione della memoria . Ognuno deve avere il coraggio di fare “ mea culpa ” per le offese di ieri e di oggi verso l'uomo e verso Dio. È una tappa importante, ma anche difficile e complessa. Tentare di leggere insieme la storia passata e presente non è scontato. Interpretare insieme i segni dei tempi per far crescere le proprie comunità è un risultato difficile da perseguire, ma è essenziale. Questa lettura comune non significa vedere le cose allo stesso modo, ma avere la certezza che ognuno ricerca il bene dell'intera umanità e di tutti i popoli.

Ponti su basi solide

Infine, è necessario che questi incontri diano frutti a ogni latitudine e siano capaci di far sentire i propri echi non solo in occidente. Il dialogo interreligioso deve costruire ponti perché nel mondo si affermi la possibilità di credere e professare liberamente la propria fede senza porre condizioni o patti. Di tale libertà ne beneficerebbe l'intera umanità e sarebbe più facile sconfiggere i fondamentalismi.

Questi ponti devono poggiare su basi solide. È importante perciò continuare a costruire reti e opportunità di incontro e confronto, sia a livello nazionale che a livello locale, per mettere insieme energie, esperienze e speranze.

Dopo la conferenza, cristiani e musulmani hanno consumato insieme un pranzo multi etnico. L'incontro tra gli esponenti delle diverse religioni a Salerno è iniziato due anni fa. Quest'ultima iniziativa è servita a rafforzare i vincoli di fraternità e di amicizia. La prospettiva è quella di favorire l'incontro tra le diverse comunità e non solo tra i loro leader.



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