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L’esperienza estiva vissuta in Thailandia mi ha insegnato che un missionario o un volontario, spesso, non hanno neanche il tempo di cambiarsi… E non importa se indossi panni puliti o sporchi, quando l’altro chiama, c’è l’urgenza di rispondere con la presenza che sta ad indicare “io ci sono, sono qui con te, per te”.

Non c’è tempo per pensare a sé stessi. Ogni ora è buona per potersi donare all’altro, ogni momento di gioco con un bambino può trasformarsi in una conversazione piena di pezzi di quella vita.
Un missionario stringe tante mani, soprattutto qui in Thailandia è importante e significativo. Tenere tra le proprie mani quelle dell’altro e guardarsi negli occhi. Qui non c'è bisogno di cercare le persone, sono loro che ti vengono incontro con curiosità, verità, naturalezza. Semplicemente ti cercano perché vogliono trovarti.

I volti dei bambini thailandesi mi rimarranno impressi, così belli, tutti sempre imbrattati di terra arancione dalla testa ai piedi e una grande sete d’amore che forse non ho mai visto prima d'oraBambini felici di andare a scuola e in chiesa, che apprezzano quello che hanno e si inventano quello che non hanno. P. Alex, p. Mattia, p. Alessio e i volontari ci mettono veramente tutti loro stessi per amare, istruire e mettere un dubbio di una vita diversa a questi bambini.

Km 48 è stata la parte che più mi ha colpito di questa missione. Dopo una notte tranquilla, mi sono accorta di aver perso il portafoglio. All’inizio ero un po’ preoccupata, ma dopo aver parlato col mio gruppo, con p. Pandri e p. Alex Brai ero più tranquilla. Ho riflettuto, ho guardato quello che avevo intorno e ho ringraziato Dio. Mi sono vissuta il presente senza pensarci. Sembrerà strano, ma vivere bene il presente non è sempre possibile e neanche facile, ma in Thailandia a me è successo questo.

Padre Alex informa tutti i fedeli, prima della benedizione finale alla Messa, di questo episodio. Dopo dieci minuti, una famiglia mi restituisce il portafoglio. Non credevo a quello che stava accadendo... mamma mia che felicità! Ero grata ed entusiasta. Con p. Alex scegliamo di fare un dono alla famiglia. Una volta arrivata al villaggio, la signora mi abbraccia, mi ringrazia e mi avvolge il collo e il fianco con una borsetta dicendomi in thailandese: “Così non li perdi più i soldi… devi tenerli lì dentro”.

Che gesto materno e accogliente! Come a dire: “Benvenuta in Thailandia”. Credo che le parole siano importanti, ma i gesti lo sono ancora di più perché dimostrano concretezza. Custodirò questo ricordo nel mio cuore.
L’esperienza è terminata nel migliore dei modi. Un grazie immenso per questo assaggio nella vita missionaria e spero che sarà soltanto un grande arrivederci!



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