Vicenza, I giovani del Mission Day 2007
Quando il cuore si riempie di speranza
Come si fa a non credere ai giovani e agli ideali, che a volte sono assopiti nel loro cuore? Di fronte a certe belle esperienze dei giovani è più facile avere speranza per il domani, in cui i giovani saranno protagonisti.
Sabato 28 aprile, presso la casa dei missionari saveriani di Vicenza, si è svolto il Mission Day - l'incontro dei giovani che sono andati in missione o che vogliono andarvi. All'appuntamento sono venuti oltre 400 giovani. Scrutando nella sala strapiena di gioventù, c'erano vari rappresentanti della chiesa di Vicenza e dei centri missionari del Triveneto. Qualche missionario si è commosso nell'ascoltare le testimonianze dei giovani e nel vedere il loro entusiasmo.
I giovani protagonisti
In mattinata è arrivato un fax con il messaggio di incoraggiamento che papa Benedetto XVI ha rivolto ai vescovi e ai fedeli del Triveneto (vedi nel riquadro in basso). Anche il vescovo mons. Cesare Nosiglia ha inviato una lettera ai giovani del Mission Day: "il Signore non farà mancare la sua luce a coloro che accettano di spendere il loro tempo per servire i fratelli più poveri".
I giovani - lo sappiamo tutti - rappresentano il futuro; il mondo è nelle loro mani. Hanno delle antenne particolari per cogliere e trasmettere ideali grandi, come segnali di un mondo più fraterno. I giovani stessi sono stati protagonisti dell'incontro. Sono saliti sul palco per raccontare come si preparano per andare in missione oppure, che cosa li ha colpiti nel loro viaggio in Asia, Africa, America latina. Altri hanno raccontato cosa è cambiato nella loro vita, dopo l'esperienza in missione.
Ramatzu, mamma africana
Abbiamo ascoltato anche una giovane mamma della Sierra Leone. È in Italia da alcuni anni e i suoi genitori sono musulmani. Nel suo paese, durante la guerra civile, lei era maestra. Tra pericoli e rischi, andava di villaggio in villaggio per insegnare ai bambini. Ha sofferto tanto, ma ha continuato ad aiutare i più bisognosi. Se le donne africane hanno il cuore come quello di Ramatzu - così si chiama quella brava mamma - allora abbiamo ancora tanto da imparare dall'Africa.
A conclusione del Mission Day, i partecipanti hanno avuto modo di visitare i banchetti sulle missioni, dove sono stati lo scorso anno dai 74 giovani vicentini, dopo un anno di preparazione: Guatemala, Congo, India, Brasile... Una trentina di giovani hanno già espresso il desiderio di iscriversi al prossimo corso, che inizierà a settembre, per prepararsi ad andare anche loro in una missione.
Dio continua a chiamare
Insomma, nella nostra diocesi di Vicenza l'eredità missionaria sta continuando. "L'antico spirito che ha portato molte famiglie ad avere un figlio missionario, non è ancora morto, nonostante le apparenze; ma va incrementato e coltivato".
Ecco alcune impressioni raccolte a caldo. "Se prima avevo il desiderio di fare un'esperienza in missione, ora ne sento proprio la necessità. Grazie, per aver soffiato sulla fiammella per accendere un grande fuoco". "Quasi quasi mi sembra di essere già partito!". "Giornate come queste fanno venir la voglia di camminare insieme e costruire ponti. Tutte le voci ascoltate sono eco della voce di Dio che ci chiama a fare delle scelte".
La conclusione più bella è stata in cattedrale, per la veglia vocazionale diocesana. Il giovane Alberto ci ha detto: "Dopo aver vissuto una breve esperienza in missione, ho scelto la vita religiosa". Con i tempi che corrono, anche questo è un bel dono di Dio.
Grazie a tutti, perchè ora il nostro cuore è pieno di speranza, più di prima.








