Viaggio di nozze in Camerun
(Da: Marta e Marco)
Era già da un po’ di tempo che avevo l’idea di fare il viaggio di nozze in Camerun, ma solo dopo aver avuto il pieno consenso di Marco, ho potuto realizzare questo mio sogno. Avevo conosciuto p. Giorgio Gagliani in Brasile anni addietro: ero rimasta profondamente colpita da tutte le opere sociali che era riuscito a realizzare a San Paolo; così, ora che lui è in Camerun, io e Marco, abbiamo pensato di conoscere personalmente anche la realtà africana.
Appena arrivati a Douala il contrasto ambientale e climatico con l’Italia è apparso subito molto forte. Le strade sono quasi tutte non asfaltate e, durante la stagione delle piogge, si trasformano spesso in fiumi di fango. Durante le tre settimane trascorse in Camerun, p.Giorgio è stato per noi una guida indispensabile per conoscere le attività e i progetti che vengono realizzati per i ragazzi e le famiglie; ci ha resi partecipi delle sue giornate, colme di impegni: riunioni, catechesi, visite alle famiglie, all’ospedale, alle scuole e nei quartieri. Abbiamo visitato le varie cappelle in cui è suddivisa la parrocchia e, partecipando alla Messa della sera, abbiamo conosciuto tante persone e condiviso con loro momenti molto importanti.
Il lavoro svolto dai Saveriani è veramente molto utile: indispensabile soprattutto per i vari settori che riescono ad occupare. Abbiamo incontrato i ragazzi del laboratorio di falegnameria e le ragazze occupate nell’atelier di taglio e cucito: tanti giovani trovano in queste strutture un avviamento professionale e una speranza per un futuro di lavoro. Accompagnati dalle suore della Misericordia abbiamo visitato il dispensario: qui, ogni giorno, più di duecento persone si recano in cerca di cure e medicinali. Abbiamo avuto l’occasione di incontrare Sulamite, la giovane ragazza di vent’anni colpita da poliomielite durante l’infanzia. È la ragazza che, grazie all’aiuto finanziario di tanti benefattori, ha potuto subire un intervento chirurgico alla gamba ed ora ha ottime probabilità di poter camminare. Abbiamo visitato le nuova scuola dove tanti ragazzi possono studiare e avere una istruzione adeguata.
Uno dei problemi principali della grande periferia di Douala è quello dell’acqua potabile: in quasi tutte le case non c’è e la gente è costretta a recarsi alle poche sorgenti disponibili. È impressionante vedere tanti bimbi, con i loro secchi in testa, fare la fila e aspettare il proprio turno per poter prendere un po’ d’acqua; viene subito da pensare di come noi, in Italia, abbiamo tutte le comodità e neppure ce ne rendiamo conto. È per questo che p.Giorgio sta preparando un progetto rivolto alla costruzione di pozzi artesiani in grado di fornire alla gente acqua potabile.
Conserviamo un ricordo affettuoso dei padri, delle suore, e di tutte le persone che abbiamo conosciuto. A loro i nostri saluti e la nostra gratitudine per il bene che abbiamo visto fare: questa, per noi, è stata un’esperienza importante e utile. Solo vedendo di persona certe realtà ci si rende conto di quanto sia stridente il contrasto tra le nostre case piene di tutto e le loro modeste baracche vuote: è allora che viene spontaneo chiedersi il perché di questa disparità, è allora che internamente nascono tanti buoni propositi.
Marta e Marco.







