Universi paralleli
Giornata mondiale della terra n° 51. L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta. Tutto è partito negli Stati Uniti nel 1963 grazie al senatore Nelson che riuscì a coinvolgere Robert Kennedy. L'Earth Day prese definitivamente forma nel 1969, a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil al largo di Santa Barbara, in California. “Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto a un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”. Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. Da allora questa data prende il nome di Earth Day, la Giornata della Terra, promossa dall’ONU.
Mozambico: fuga da Palma. Team di Medici Senza Frontiere (MSF) sono in azione in diverse aree del Mozambico per assistere le persone in fuga da Palma, colpita dalle violenze jihadiste. Arrivano in cerca di un luogo sicuro, dopo giorni di cammino e dopo essere rimaste nascoste per giorni. Tutto ciò che vogliono è andarsene. Hanno bisogno di acqua e cibo. C’è chi è fuggito dalla città via barca verso sud, altri si sono diretti nell'entroterra attraverso la boscaglia o al confine con la Tanzania. Sembra che in molti siano ancora nascosti nella periferia della città.
Ultime dai tribunali. L’indagine sulle responsabilità per le bombe italiane nello Yemen deve andare avanti. Roberta Conforti, Giudice delle indagini preliminari presso il tribunale di Roma, ha accolto il ricorso delle organizzazioni della società civile (tra cui Rete italiana pace e disarmo), iscrivendo nel registro degli indagati i responsabili della Rwm Italia, l’azienda produttrice degli ordigni collegata con la tedesca Rheinmetall, e dell’Uama, l’agenzia del ministero degli Esteri che autorizza l’esportazione di armamenti.
L’organizzazione Re:Common esprime la sua soddisfazione per la sentenza di patteggiamento emessa dal Gip Sofia Fioretta del tribunale di Milano, che ha sanzionato Eni al pagamento di un risarcimento di 11 milioni di euro e un’ammenda di 800mila euro per il reato di induzione indebita nel contesto del rinnovo delle licenze petrolifere, avvenuto nel 2014 nella Repubblica del Congo. Eni ritiene che, in ogni caso, il suo sistema interno anti-corruzione abbia tenuto. Ma dovrà dare risposte agli azionisti, al governo italiano e alla Consob (Eni è quotata in borsa).
In Malaysia, il vocabolo “Allah” potrà essere utilizzato anche dai cristiani per riferirsi a Dio. Lo ha deciso l’Alta corte della capitale Kuala Lumpur in una sentenza che si può definire storica. Questo impiego del termine arabo per invocare il Signore da parte dei battezzati è contrastato dai musulmani radicali che, negli ultimi anni, stanno facendo un uso politico della religione.
Effetti Covid-19. Secondo l’analisi dell’International institute for strategic studies, nel 2020 c’è stato un aumento del 3,9%, in termini reali, della spesa mondiale della difesa, mentre è calata del 3,5% la produzione economica globale. E l’Europa è il continente nel quale si attende la crescita maggiore nel 2021. L’Italia farà la sua parte aumentando da 23 a 37 miliardi di euro la spesa militare.
Intanto, la cooperazione è scomparsa dai radar politici. Ci si riempie la bocca di promesse di aiuto “a casa loro”, ma nella Legge di bilancio italiana 2021-2023, i fondi destinati al ministero degli esteri per la cooperazione bilaterale “pura” caleranno da 1,2 miliardi di euro del 2021 a 959 milioni nel 2023.
Dall’analisi della Banca d’Italia, nel nostro Paese c’è stato un boom di rimesse di denaro, soprattutto verso l’Africa (Nigeria +109%, Tunisia +45,2% e Marocco +38,5%), da parte dei lavoratori emigrati. Forse il timore di un aggravamento della loro condizione, potrebbe aver spinto a pensare a un ritorno nei paesi di provenienza.
Politiche sbagliate. “La visita, a fine marzo, di Ylva Johansson a Lesbo e Samos per promuovere nuovi campi prima del prossimo inverno, mostra come i leader dell'UE vivano in un universo parallelo. Migliaia di uomini, donne e bambini continuano a soffrire ogni giorno nei campi europei sulle isole greche e nulla sembra indicare che il modello di contenimento, che ha generato situazioni d’inferno ed emergenze ricorrenti negli ultimi cinque anni, sia mai stato messo in discussione dall'Europa. Insistere con queste politiche è la migliore ricetta per una catastrofe umanitaria…”. È la dichiarazione di Alessandra Saibene, capo progetto di MSF a Lesbo.
L’iniziativa
Famiglia Amoris laetita
Il 19 marzo, festa di san Giuseppe, papa Francesco ha inaugurato l’anno speciale “Famiglia Amoris laetitia”, a cinque anni dall’esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia sulla bellezza e sulla gioia dell’amore coniugale e familiare. Questo periodo durerà fino alla celebrazione della decima Giornata mondiale delle famiglie, a Roma il 26 giugno 2022, e ha l’obiettivo di rileggere il documento e riflettere sul tema. “L’intenzione principale del Documento è quella di comunicare, in un tempo e in una cultura profondamente mutati, che oggi è necessario uno sguardo nuovo sulla famiglia da parte della Chiesa: non basta ribadire il valore e l’importanza della dottrina, se non diventiamo custodi della bellezza della famiglia e se non ci prendiamo cura con compassione delle sue fragilità e delle sue ferite”. Sono due gli aspetti fondamentali di ogni pastorale familiare: la franchezza dell’annuncio evangelico e la tenerezza dell’accompagnamento.
Le voci della missione
Suore venerabili e vescovi del sud del mondo
La Congregazione per le cause dei Santi ha riconosciuto le virtù eroiche di sei religiose missionarie italiane, appartenenti alle “Suore delle Poverelle”, Istituto Palazzolo, morte in Congo RD (allora Zaire) nel 1995, in seguito all’epidemia del virus Ebola. Le religiose, impegnate nell’assistenza sanitaria, morirono pur di non lasciare senza cure quanti erano stati contagiati. Sono le sorelle Floralba Rondi, Clarangela Ghilardi, Dinarosa Belleri, Annelvira (Celeste) Ossoli, Vitarosa Zorza e Danielangela Sorti.
Si sono spenti lo stesso giorno, il 2 aprile, a Douala in Camerun e Kampala in Uganda, due grandi uomini di Chiesa, uniti da una vita spesa nel denunciare la brutalità di regimi autoritari, e a favore del dialogo e della pace. Il primo è il cardinale Christian Wiyghan Tumi, 90 anni, immagine di una “chiesa africana in piedi”, secondo la felice espressione di Paolo VI, nel 1976. I saveriani lo hanno conosciuto nel 1982 a Yagoua, nell’estremo nord del paese, dove lui si era appena insediato come novello vescovo. Tumi è stato l’esempio di uomo libero, non legato al potere, e un vero oppositore al regime di Biya.
È stata una morte improvvisa quella dell’arcivescovo di Kampala, mons. Cyprian Kizito Lwanga. Aveva 68 anni. La notizia della sua morte ha scioccato il paese, moltiplicando le voci di un assassinio, dopo che era tornato a denunciare le violenze e i soprusi delle forze di sicurezza contro gli oppositori al regime di Yoweri Museveni.
“Credo che il Papa abbia scelto me perché c’era bisogno di una presenza giovane, energetica che ripercorresse le orme di Cesare Mazzolari”. Sono le parole di mons. Christian Carlassare, il nuovo vescovo della diocesi di Rumbek, da 16 anni in Sud Sudan. La guerra resta il problema principale del Paese. Nonostante l’accordo di pace del 2018 e il tentativo di governo di unità nazionale inaugurato a novembre 2019 (che reggono, ma sono estremamente fragili), resta il conflitto che insanguina il paese dal 2013, due anni dopo la proclamazione dell’indipendenza. Il vescovo è stato ferito in un attentato lunedì 26 aprile 2021. Torneremo su questo episodio. Intanto, auguriamo al futuro vescovo una pronta ripresa.
Una storia speciale
Mai a mani vuote!
Ogni mattina si reca nella chiesa del Sacro Cuore a rendere visita alla grotta della Madonna di Lourdes, dove accende una candela e bacia la statua della Vergine. Il gesto della giovane, non più di dodici anni, è già raro, ma lo è ancora di più considerando che Bassora, nell’Iraq meridionale, è a stragrande maggioranza sciita. Lei si chiama Sara e per vivere vende in un suq sacchetti di plastica a chi fa compere. Abita in uno dei quartieri sciiti più popolari di Bassora, Abo Sker, e porta il velo. Dice: “Non so bene chi sia Maria, ma questa donna non mi fa mai tornare a mani vuote”. Per Mar Athanasios, la fede spontanea di questa giovane rappresenta la fede di ogni persona che si fida di Dio. Nel profondo sud dell’Iraq, sono molti i musulmani che pregano la Madonna e non è inusuale che alcuni partecipino alle solennità in suo onore.







