Una nuova ripartenza
Cari amici e care amiche, un confratello mi ha detto: “C’è una missione di andata e una di ritorno, che è una nuova ripartenza”. Il Signore mi ha concesso il dono di trascorrere quattordici anni in Italia al servizio del Vangelo: sei anni a Desio e otto a Parma. Sono grato a Dio, ai confratelli saveriani e a tutte le persone che il Signore mi ha fatto incontrare. Mi sono sentito amato, accettato nella mia diversità/unicità. Ho trovato persone buone, belle che mi hanno stimato, incoraggiato a crescere, a rischiare con la mia timidezza. Ci sono state difficoltà, ma con il sorriso, la gioia di essere missionario nelle scuole, nel dialogo interreligioso, nella formazione missionaria alla vita cristiana, negli incontri con i confratelli. Ora, mi è stato chiesto - e sono contento - di andare ad annunciare il Vangelo d’amore, di pace, di tenerezza, di misericordia, di liberazione ai miei fratelli congolesi che mi già aspettano. Sento forte le parole di Paolo VI: “Voi africani siete oramai i missionari di voi stessi. La Chiesa di Cristo è davvero piantata in questa terra benedetta”. Tornando in Congo porto nel mio cuore tanti ricordi positivi. In questi tre anni, la comunità dello Studentato mi ha reso ogni giorno giovane, sorridente, contento. Sono diventato giovane tra i giovani. Trascorrere otto anni a Parma è stata una benedizione: con le memorie del nostro fondatore, con i padri carichi di memorie ed esperienze. Infine, ringrazio la comunità congolese per l’amicizia, i sogni per un mondo migliore, per un Congo migliore e con dignità.
Ci lega la fede in Gesù Cristo, ci lega la preghiera quotidiana, ci lega l’affetto. Ci lega l’Amore di Cristo che ci spinge a raccontare ad altri come Lui ci ama. Ci lega la nostra umanità bella e ricca, benedetta e degna.
Arrivederci… E non dimenticatevi di pregare per me.







