Skip to main content
Condividi su

Ha un nome arabo e ci chiama nonni, guardandoci con i suoi stupendi occhi neri. È figlia di una giovane coppia di sposi del Marocco. Il papà Larbi ha raggiunto l'Italia nel 2001, ancora ragazzo. Aveva una promessa sposa e cercava una terra dove poter dare una vita degna ai loro futuri bambini.

Ha lavorato nei campi e in fabbrica, ma nessuno lo assicurava con regolare contratto. Ha tentato di aprire un'attività da ambulante, facendo tutte le iscrizioni e i versamenti previsti. Ma quell'attività non gli assicurava il reddito previsto per fare richiesta di ricongiungimento familiare con colei che sarebbe diventata sua sposa. Noi lo abbiamo conosciuto grazie ai corsi d'italiano per stranieri. Aveva tanta voglia di imparare.

Pian piano il nostro rapporto con lui si è trasformato in amicizia, dove la diversità è vissuta come dono da porgere e da accogliere reciprocamente. La Provvidenza ha voluto che questo rapporto si intensificasse in occasione della partenza per la missione in Congo della nostra Angela, laica saveriana. C'era bisogno di una persona di fiducia che fosse di sostegno ai suoi genitori anziani. Abbiamo chiesto a Larbi, che si è ritenuto onorato della nostra fiducia e ha accettato.

Così per la prima volta dopo cinque anni, Larbi ha potuto firmare un regolare contratto di lavoro e visitare la famiglia in Marocco. In quell'occasione sposò Malika, che lo raggiunse solo dopo diversi mesi, con il nulla-osta al ricongiungimento. Eravamo all'aeroporto di Fiumicino ad attenderla, insieme al marito. Siamo stati testimoni commossi del loro ritrovarsi. Lei era in attesa. Un abbraccio tenerissimo, tra sorrisi e lacrime...

Dopo un paio di settimane, Larbi ci ha chiamato dall'ospedale. Aveva portato la sposa per un controllo: avrebbe dovuto partorire dopo un mese, e invece era già in travaglio! Non aveva ancora preparato l'occorrente per lei e per il piccolo. Insieme a un'altra coppia di amici abbiamo provveduto al necessario e, dopo qualche ora, è nata Hasna. Scherzosamente ci siamo detti che in sala d'attesa c'erano due coppie di... "nonni"! Non immaginavamo che veramente saremmo stati chiamati così dalla piccola Hasna.

Questa è solo una delle tante storie belle che si potrebbero raccontare, se solo facessero audience nei mezzi di comunicazione.

Sono tanti gli stranieri che, come Larbi, sono in mezzo a noi perché sognano una vita migliore per i loro figli!

Come laici saveriani ci domandiamo: come essere missionari in rapporto agli stranieri in Italia? Non abbiamo risposte, ma siamo convinti che la via maestra è quella della relazione. Prima di essere stranieri, essi sono uomini e donne con un volto, un nome, una storia.

E nella fede, sono anche nostri fratelli, chiamati a formare l'unica famiglia dei figli di Dio.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2324.43 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Ottobre 2021
I missionari, quando vengono in vacanza in Italia, sono una sorgente di informazioni sulla loro missione, uno sguardo sulla vita della Chiesa nel mon…
Edizione di Dicembre 2014
Il 2014 sta finendo e un nuovo anno è alle porte. L’anno passato è stato segnato ancora da conflitti, naufragi, inondazioni, disoccupazione, da perse…
Edizione di Maggio 2019
Nel santuario Conforti di Parma, le comunità della Teologia e della Casa Madre hanno dato vita a una nuova iniziativa chiamata "Mani per il mondo". S…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito