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Una lettura da riscoprire: Conoscere la Bibbia, significa…

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Da bambino mi piaceva leggere i giornalini in voga 60 anni fa, come "Il corriere dei piccoli" e più avanti "Il vittorioso", le avventure di Tex Willer e del Piccolo Sceriffo. Da adolescente, cominciai a leggere anche i libri più impegnativi come "Cuore" di Edmondo De Amicis e i primi libri che raccontavano le vite di santi e missionari. Da giovane, affrontai la lettura dei romanzi più famosi, soprattutto di scrittori russi dell'ottocento. Leggevo, leggevo..., fino ad avere la stanchezza agli occhi e il male alla testa.

Un libro indispensabile

A quei tempi, la Bibbia sembrava un libro proibito, anzi ignorato del tutto. Si leggeva piuttosto il vangelo, soprattutto a brani, come nei messalini o nei libri di meditazione. Durante il noviziato e specialmente negli anni degli studi teologici, ho cominciato a studiare a fondo la Sacra Scrittura e l'esegesi biblica, le più importanti tra le materie scolastiche. A dire il vero, gli argomenti talvolta erano molto duri, difficili e astrusi, ma il pensiero degli esami da dare e la necessità di essere promossi per proseguire fino alla meta, sollecitava e costringeva al massimo il mio impegno.

Arrivato finalmente al traguardo del sacerdozio e con l'inizio dell'attività pastorale, la Bibbia è diventata il libro più importante, il più indispensabile, anzi essenziale per la mia vita spirituale e, ovviamente, per il ministero della predicazione. "Quando la Parola di Dio mi venne incontro, la divorai con avidità; e fu dolce al mio palato, più dolce del miele...", scrive giustamente Geremia.

Luce e forza per la chiesa

Per tutti i religiosi e i sacerdoti, ma anche per tanti cristiani, la Parola di Dio è diventata il cibo quotidiano, soprattutto dopo il concilio Vaticano II, che ne ha parlato con tanta sapienza nel documento "Dei Verbum". Come spiega chiaramente il catechismo: "È Dio stesso l'autore della Sacra Scrittura; è stata ispirata da lui e insegna senza errore le verità che sono necessarie alla nostra salvezza eterna".

È attraverso la Bibbia che Dio si rivela e svela a noi la sua santa volontà, il suo amore di Padre, le sue promesse, il suo progetto di salvezza. La Sacra Scrittura dona quindi luce, forza e sostegno alla vita della chiesa. Essa è per tutti i suoi figli saldezza nella fede, nutrimento e sorgente di vita spirituale. Ogni cristiano può ripetere con il salmista: "La Parola di Dio è lampada per i miei passi, luce sul mio cammino".

Meditare la Parola di Dio

La chiesa giustamente raccomanda ai suoi figli la frequente lettura della Sacra Scrittura, perché come scrive san Girolamo, "ignorare le Scritture è ignorare Cristo stesso", che è la "Parola del Padre". E afferma ancora che "quando leggiamo le Scritture, noi mangiamo la carne di Cristo".

Nella Bibbia, che comprende ben 72 libri, si consiglia di leggere soprattutto quelli del Nuovo Testamento, che sono più vicini a noi e più facili da capire: i quattro vangeli, gli atti degli apostoli, le lettere di san Paolo e di san Pietro, di san Giovanni e di san Giacomo e, infine, l'Apocalisse.

Ma leggere non basta: bisogna meditare la Parola di Dio, assimilarla, incanalarla nella nostra vita, come nella santa Comunione, per diventare una cosa sola con Gesù. Lui stesso ha insegnato ai suoi discepoli: "Se uno mi ama, ascolta la mia parola e il Padre mio lo amerà, e verremo a lui e faremo dimora in lui. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che vorrete e vi sarà datò!" (Gv. 15,7). "Questo vi ho detto, perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena" (Gv. 15,11).



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