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Un secolo e mezzo fa, tutta la città era rinchiusa nel perimetro dell’isola che separa il Mar Piccolo dal Mar Grande. Le chiese che si affacciavano sul Mar Piccolo, San Giuseppe e i ss. Medici, erano le chiese dei pescatori, della gente povera e umile. Nella parte alta c’erano le chiese grandi e belle, frequentate dalla aristocrazia e borghesia.
È stato tracciato un itinerario nell’isola alla riscoperta della storia e delle tradizioni religiose tarantine. Partendo dalla chiesa di S. Giuseppe, in via Garibaldi, attraverso lo stretto vicolo dei SS. Medici II, si giunge all’omonima chiesetta, dove si possono ammirare le tele della Madonna di Costantinopoli e dei Martiri. Proseguendo per via Cava si arriva a Sant’Anna. L’itinerario poi prosegue verso S. Domenico Maggiore. Nella cappella del Santissimo nome di Gesù, si possono ammirare le tele raffiguranti la Nascita di Gesù, l’Adorazione dei Magi e la Circoncisione di Gesù. Per la salita di San Martino si raggiunge poi l’accesso al cappellone di San Cataldo con i suoi preziosi intarsi barocchi. Nella cripta medievale, possiamo apprezzare affreschi preziosi che ricordano la presenza dei riti liturgici ortodossi quali la comunione con il vino attraverso l’uso di un cucchiaino (vedi foto). Dalla cripta, attraverso una scala millenaria, si giunge alla sacrestia settecentesca; da qui, per una scala interna, si giunge al palazzo arcivescovile.



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