Una bella riunione di famiglia
La stagione estiva è solitamente il tempo in cui ci si prende una pausa dal lavoro. È il momento per fare riserva di risorse fisiche e spirituali, per prendersi cura gli uni degli altri; è il tempo per nuove esperienze, per viaggiare, per sistemare casa, per incontrare ed è il tempo favorevole anche per una riunione di famiglia. La convivenza estiva del Laici saveriani è un po’ tutto questo, ma soprattutto è una bella riunione di famiglia. È un momento privilegiato in cui ci si ritrova “quasi” tutti per convivere nella gioia, per pregare e riflettere insieme, per segnare e disegnare nuovi orizzonti, per organizzarsi nel servizio agli altri e tra di noi.Quest’anno la nostra famiglia si è riunita nell’ospitale “Villaggio San Giuseppe” della fresca cittadina di Acerno a 700 metri di altitudine e a 25 chilometri da Salerno. Il tema e filo conduttore era: “Ricchi della Risurrezione, Ricchi della Speranza”. Sono state due le esperienze formative di alto spessore su cui basare i passi futuri del Laicato: l’incontro con la sociologa Chiara Giaccardi e quello con la missionaria saveriana Elena Conforto.Due sono state le belle e ricche esperienze fuori casa. La prima è la visita ad Amalfi, raggiunta in battello dalla Piazza della Concordia di Salerno con Elsa che descriveva gli angoli della costiera più significativi, la visita guidata al Duomo di Sant’Andrea, una passeggiata tra i vicoli, la visita all’antica Cartaria, per alcuni un refrigerante bagno in mare. La seconda è stata il pellegrinaggio all’Abbazia del Goledo, un luogo magico la cui storia di abati, badesse, monaci e monache che, a partire dal 1100, hanno vissuto in quel luogo. La figura di san Guglielmo, le peripezie attraversate da quell’edificio ci è stata raccontata con ironia, leggerezza ma con grande precisione e ricchezza di contenuti dal rettore dell’Abbazia. Un momento davvero profondo spiritualmente è stata l’adorazione della nostra famiglia riunita intorno al Santissimo. In due assemblee abbiamo condiviso le riflessioni sulle visioni, i sogni e le speranze, ci siamo interrogati sullo stile che accompagna le scelte e le cose che facciamo, per avviare processi nuovi e/o rinnovati, per aprire sentieri sui quali camminare insieme alle realtà locali nelle quali siamo inseriti.Il desiderio di tutti è sicuramente quello di “stare” insieme a uomini e donne di ogni lingua, popolo e nazione per condividere, collaborare, servire. Affidiamo alle vostre preghiere il cammino della nostra famiglia.







