Un viaggio tra curiosità e timori
Intervista al partente p. Gesuino Piredda
Padre Gesuino Piredda fa parte della comunità saveriana di Brescia. Per molti anni è stato insegnante di lettere a Cremona. Andato in pensione, si è "regalato" un viaggio in Brasile. Ci ha raccontato dove andrà, cosa farà e quali sono le sue sensazioni alla vigilia della partenza.
Perché parti?
Era un po’ che stavo pensando a un viaggio missionario. Conclusa l’attività di insegnamento, si è presentata l’occasione e ho deciso di coglierla al volo.
Dove andrai?
Il viaggio è piso in due parti. Prima andrò a Salvador, in Bahia, nella città di Ileus dove ci sono i centri di accoglienza per i bambini di strada. Sono assistente spirituale dell’associazione "pro meniños de rua". Avrò modo di vedere come vanno le cose. Finora ho sentito solo i racconti di suor Chiara Ameglio. È l’animatrice dell’associazione che gestisce 13 case d’accoglienza. È davvero una suora intrepida, animata da grande coraggio.
Cosa si fa in questi centri?
L’obiettivo dei centri è garantire a tutti i bambini di strada almeno un pasto al giorno. Il passo successivo è fornire loro un’istruzione di base e l’apprendimento di una professione in modo che, raggiunti i 18 anni, siano in grado di gestire la propria vita. L’associazione è sostenuta attraverso le adozioni a distanza, di cui suor Chiara è referente.
Chi c’è con voi?
A questo progetto, partecipa anche Lucia Marcheselli, una laica di Pei, paese dell’Appennino piacentino. Da anni ha fatto sua la causa di questi bambini, aiutando soprattutto p. José Carlo, sacerdote brasiliano che sta dedicando tutta la sua vita al recupero dei ragazzi d strada.
Le altre tappe del viaggio?
Dopo un mese a Ileus, mi trasferirò a nord, in Amazzonia, dove lavorano i saveriani. Andrò a Belèm e poi ad Abaetetuba. Qui farò visita ad Andrea Franzini, mio ex studente all’istituto tecnico commerciale "Beltrami" di Cremona. Andrea è partito quasi per scherzo nel 1995, dai banchi della scuola, non pensando fino a che punto sarebbe arrivata questa sua esperienza. Mi chiedeva consigli, voleva confrontarsi con qualcosa di importante nella vita. Dopo il primo viaggio, è scattata la molla che l’ha fatto rimanere in Brasile.
Cosa fa Andrea?
Anche lui lavora con i ragazzi di strada. Da poco il vescovo lo ha nominato presidente diocesano della pastorale del minore. Tutti mi dicono che lavora con energia, determinazione ed efficacia. Ha fondato l’associazione "L’insieme", che si propone di sostenere le sue iniziative. All'inizio, Andrea si è trovato di fronte 60 bambini. Ora sono circa duemila.
Visiterai anche i saveriani?
A Belèm andrò a trovare il bresciano, p. Savino Mombelli. Spero di andare anche a Manaus, perché desidero visitare la missione dove lavora il bresciano p. Walter Taini a São Felix, anche se la distanza da Belèm è notevole: 1.200 chilometri. Dovrò verificare le mie energie, perché ho qualche acciacco... In tutto, il viaggio dovrebbe durare tre mesi. Spero di fare una vera immersione missionaria nelle realtà che contano, al di là delle teorie e dei racconti.
Che sensazioni provi?
Sono già stato in Sierra Leone e in Indonesia. Questa volta, non ho molta fiducia nella mia salute, per cui sono un po’ timoroso. Ma ho un gran desiderio di conoscere. Nel canto XXVI dell’Inferno dantesco, Ulisse dice ai compagni: "fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e canoscenza".
Ecco, anch’io spero di unire la conoscenza con la virtù, per contribuire a soddisfare i bisogni di questa povera ma felice umanità.








