Un viaggio che continua…
Il mio nome è Shaofeng Kong, ma in comunità mi chiamano Simon. Sono nato in Cina e provengo da una famiglia cattolica molto devota. Ho tre fratelli, tutti sposati. Sono cresciuto in un villaggio rurale dove molti sono cristiani e fin da piccolo sono vissuto in un clima di fede semplice e genuino. Tra i tanti esempi di fede nella mia vita, i miei nonni hanno giocato un ruolo importante. Infatti, mi hanno insegnato a pregare e con loro ho iniziato a conoscere la comunità cristiana.
Dopo aver completato la scuola elementare, sono entrato nel Seminario Minore Diocesano per frequentare le Scuole Medie. All’epoca avevo solo 13 anni e sapevo ben poco del sacerdozio o della vita consacrata. Pensavo fosse solo una scuola come tante altre. In realtà, era stata una decisione dei miei genitori mandarmi in quella scuola e io ho seguito i loro desideri senza pensarci troppo. Tuttavia, durante il mio periodo in seminario, sentivo spesso i miei compagni di classe e di scuola parlare del loro sogno di diventare presbiteri.
A poco a poco, ho iniziato a riflettere anch'io su questo progetto. Un giorno mi sono detto: “Ok, essere prete sembra una cosa buona e bella, quindi voglio diventarlo anch'io”. Con questa idea in mente, ho continuato i miei tre anni di studio nel Seminario Minore della mia diocesi.
Dopo le Scuole Medie, ci siamo trasferiti in un altro luogo per le Scuole Superiori (Liceo) del Seminario Minore Diocesano. Poco dopo aver iniziato questo nuovo capitolo, ho cominciato a chiedermi se la vita in Seminario fosse davvero adatta per me. Non mi sentivo completamente soddisfatto. Lo scopo della mia vita non era così chiaro e mancava un po' di gioia. Non capivo il significato più profondo del donarsi alla Chiesa o della vocazione al sacerdozio. Un pomeriggio ero ormai intenzionato a chiamare mio padre per chiedergli di venire a prendermi per ritornare a casa. Ma, invece di recarmi nella piccola sala dove c’era il telefono per chiamare mio padre, fui colto da un senso di resistenza interiore e, inaspettatamente, mi incamminai nella direzione opposta, verso la biblioteca.
Lì, ho preso in mano un libro, apparentemente insignificante, sulla vita di una santa. Quando cominciai a leggerlo, mi ritrovai profondamente attratto dalla sua vita e dalla sua apertura spirituale. Quel momento segnò una svolta per me. Da allora cominciai a leggere molti libri sulla vita dei santi e a dedicare più tempo alla preghiera personale. Attraverso questo percorso, ho provato grande consolazione spirituale. Sono rimasto in Seminario con un rinnovato senso di direzione e di scopo, aspirando a vivere una vita più significativa e - come i santi che avevo imparato ad ammirare - a lottare per vivere la santità.
Molti dei santi conosciuti nella lettura erano religiosi e questo ha suscitato in me una forte curiosità verso la vita consacrata, i voti, la vita comunitaria, le relazioni fraterne. Tutti argomenti di cui si parlava raramente in Seminario. Con l’aiuto di mia zia, suora, ho conosciuto i missionari Saveriani. Dopo alcuni anni trascorsi da loro e a discernere, insieme ad altre persone, il mio cammino, ho sentito la chiamata per entrare a far parte della famiglia Saveriana. Sono stato colpito innanzitutto dalla fraterna ospitalità che mi hanno offerto e mi sono sentito sempre più attratto dall’unicità del carisma dei Saveriani. Il loro spirito missionario mi ha toccato il cuore, in particolare la loro presenza in Cina per portare il Vangelo ai non cristiani.
Dopo aver completato gli studi di Filosofia in Cina, sono stato inviato nelle Filippine per iniziare la formazione missionaria con i Saveriani. Ho completato l’anno di Postulato, ho vissuto l’anno di Noviziato e ho intrapreso gli studi di Teologia a Manila. Durante questi anni di formazione, ho sperimentato in modo profondo l’amore incondizionato e paziente di Dio, un’esperienza che ha trasformato completamente la mia vita.
Con l’aiuto dei miei formatori, ho iniziato a rispondere a questa chiamata non per paura o per obbligo, ma con apertura e fiducia. Ho capito che non avevo più bisogno di lottare per essere amato o per costruire la mia vocazione. Vivere all'interno della famiglia saveriana mi ha aiutato a crescere come discepolo del Signore. Mentre inizio un nuovo capitolo della mia vita in Italia, continuo questo viaggio con profonda gratitudine, abbracciando la chiamata a vivere pienamente per Dio e per gli altri.







