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Sono Martin Ali keke Ndemsou, Saveriano proveniente dal Ciad (dove sono nato nel 1981). Ho incontrato i Saveriani nel mio paese quando lavoravano nella parrocchia di San Giovanni evangelista (diocesi di Pala) a Gounou-Gaya, mio luogo di nascita. L’impegno dei Saveriani di condividere la Buona Novella con il popolo Musey, che è la mia tribù, mi ha ispirato a diventare prete.

Il primo Saveriano con cui ho condiviso il mio desiderio di diventare missionario è stato p. Fernando García Rodríguez (l’attuale Superiore Generale) il quale ha accettato di essere il mio direttore spirituale. Dopo un anno, nel 2000 mi ha consigliato di entrare nel Seminario Minore della mia diocesi, a Pala, per diventare presbitero. Trascorsi due anni nel Seminario Minore, mi è capitato di leggere un libretto sulla vita dei Saveriani. E qui ho trovato una frase che mi colpì molto: “Fate del mondo un'unica famiglia”. Meditando su questa espressione cruciale, mi sono reso conto che gli sforzi dei Saveriani per condividere il Vangelo con il popolo Musey erano motivati proprio da questa visione. Per esempio, imparavano la lingua e la cultura Musey; andavano nei villaggi in bicicletta e, a volte, anche a piedi. Tutto questo mi ha ispirato per unirmi a loro per fare del mondo un'unica famiglia.

Ancora una volta, ho condiviso questo desiderio con p. Fernando. Quando ho finito il Seminario Minore nel 2003, mi ha consigliato di prendere un anno per discernere meglio la mia vocazione missionaria. Durante quell’anno sono stato chiamato per insegnare francese in una Scuola Secondaria di Primo Grado a Gounou-Gaya. Successivamente, la stessa scuola mi ha chiesto di amministrare la scuola come Preside ad interim con l’aiuto delle suore (Santa Famiglia di Bordeaux). Nella parrocchia ero il presidente dell'Organizzazione Giovanile Cattolica e catechista. È stata un'esperienza molto positiva per me.

Nel 2004, sono partito per Douala (Camerun) per iniziare la formazione in vista di diventare Saveriano. In seguito, sono andato a Bafoussam per studiare Filosofia per tre anni. Successivamente, sono stato inviato in Congo RD, a Kinshasa, per l’anno di noviziato. Al termine di questo tempo, ho fatto la Prima Professione religiosa-missionaria. Sono poi tornato in Camerun, a Yaoundé, per studiare la Teologia per quattro anni. Nel 2012 ho fatto la Professione Perpetua a Yaoundé. Il 19 ottobre 2013, sono stato ordinato presbitero a Gounou-Gaya. Subito dopo, la Direzione Generale mi ha mandato negli USA per imparare l’inglese con la prospettiva di lavorare in Sierra Leone.

Sono arrivato il 4 giugno 2015. Dopo un mese trascorso a Makeni, dove si trova la nostra Casa Regionale, il Superiore, p. Carlo Di Sopra, mi ha mandato nella parrocchia “Santi Pietro e Paolo” di Fadugu come viceparroco. Lì, ho imparato le lingue Krio e Limba per condividere la mia fede con le persone. Questo mi ha aiutato a essere vicino alla gente, sia cristiana che musulmana. Ho trascorso otto anni a Fadugu: quattro anni (2015-2019) come viceparroco e quattro anni (2019-2023) come parroco. Mi sono interessato alla cultura Limba, nella quale ho trovato molti valori che, a mio parere, sono compatibili con i valori evangelici. 

Nella foresta sacra, durante l’iniziazione, ai giovani vengono insegnati i seguenti valori: rispetto per gli anziani, discrezione, resilienza, resistenza e pazienza, per citarne solo alcuni. Alla fine della cerimonia, i giovani vengono a salutare il parroco perché è uno degli anziani che ha il compito di vigilare sulla loro crescita e di essere un esempio. Inoltre, c’è una relazione fraterna tra cristiani e musulmani in Sierra Leone. Ho potuto toccarlo con mano quando ero a Fadugu. Lavorano insieme per celebrare nascite, matrimoni e funerali. Così, nella vita quotidiana, la collaborazione tra i fedeli di vocazione cristiana e quelli di comunità musulmana, costituisce un esempio molto bello di dialogo interreligioso: il dialogo della vita che ha sempre dato buoni frutti. 

Quando sono diventato parroco, la parrocchia aveva 19 comunità di base. Poi ne sono state create altre cinque. Questa crescita è legata al seme del Vangelo piantato dai primi confratelli (p. Tony Senno e p. Luigi Brioni, per citarne alcuni) che hanno lavorato instancabilmente a Fadugu. Proprio quest’anno, abbiamo lasciato la parrocchia in mano alla diocesi e mons. Bob John Hassan Koroma, vescovo della diocesi di Makeni, ha chiesto agli Agostiniani Riformati di prenderne la cura.

Nel 2023, il Superiore Regionale mi ha inviato nell’arcidiocesi di Freetown. Lì, ho lavorato nella casa di formazione come direttore spirituale e parroco della quasi-parrocchia di Sant’Antonio da Padova. Tutto sommato, ho trascorso dieci anni in Sierra Leone come prima esperienza missionaria. Ringrazio Dio per questa bellissima esperienza. Lo ringrazio per quello che Egli ha voluto realizzare in Sierra Leone anche attraverso di me, suo umile strumento. 
Ora, sono a Roma, per imparare l'italiano in vista di vivere un anno dedicato alla “Saverianità”. In questo periodo ricaricherò le mie batterie spirituali per un’altra esperienza missionaria in futuro.



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